Getta la sorella dentro al canale: condannato l’aggressore 60enne

Tre anni a un dipendente del Comune di Sulmona, la donna rimase gravemente ferita nella caduta I litigi in famiglia andavano avanti da tempo, l’episodio contestato è avvenuto nell’ottobre del 2016
SULMONA. Prima l’aveva aggredita mentre scendeva dall’auto e poi l’aveva gettata in un canale irriguo, provocandole lesioni gravi. La vicenda giudiziaria che vede protagonisti due sessantenni, fratello e sorella, è arrivata ieri sul tavolo del giudice monocratico del tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio. Per l’uomo, dipendente del Comune di Sulmona e residente in un paese del circondario (omettiamo il nome a tutela della vittima, ndc), è arrivata la condanna a tre anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, risarcimento da liquidare in sede civile e pagamento delle spese processuali per 3.500 euro. I fatti risalgono al 31 ottobre 2016. Secondo l’accusa il 60enne aveva spintonato la sorella fino a farla cadere in un canale irriguo, cagionandole intenzionalmente lesioni personali dalle quali derivava una malattia consistita in policontusioni al ginocchio e alla gamba sinistra, giudicata guaribile con un prognosi di 49 giorni, stando ai referti del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona e ai successivi esami clinici. «Mi ero recata sul terreno di famiglia in auto e mio fratello mi aveva subito aggredito, aprendo la portiera e strappandomi la borsa tra le mani. A quel punto sono scesa per chiedere aiuto. In quel frangente mi ha spintonata alla spalle fino a farmi cadere nel canale dove sono rimasta per diversi minuti. Ho urlato e chiamato aiuto attirando l’attenzione di qualche confinante», ha raccontato la donna davanti al giudice che annuncia altre querele per atti persecutori. «Vivo con uno stato d’ansia talmente alto che ho paura per la mia incolumità in caso di incontro occasionale», si sfoga la 60 enne. La querelle giudiziaria era partita con alcune denunce intentate dalla donna per stalking che non avevano avuto seguito. Poi il procedimento a parti invertite, davanti al giudice di pace di Sulmona, dove sul banco degli imputati finì la donna, uscita assolta dall’accusa di lesioni personali. Ieri si è chiuso invece il processo a carico del 60enne con la condanna. L’avvocato difensore dell’imputato, Mariella Iommi, annuncia il ricorso in Appello, ritenendo che non ci sarebbe stata alcuna spinta ma le gravi lesioni fanno riferimento a uno scivolamento della donna che tentava di recuperare la borsa nel canale. Il giudice non ha ritenuto credibile la versione dell’uomo.
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