Gettoni di presenza per 2mila euro donati dai consiglieri comunali

La raccolta fondi lanciata dall’Aquila per la vita si arricchisce anche del sostegno dell’assise civica Un segnale di vicinanza ai familiari dei 309 angeli e all’associazione vittime universitarie del sisma
L’AQUILA. Anche la politica ha fatto la sua parte. Oltre 2mila euro sono stati infatti complessivamente versati dai consiglieri comunali dell’Aquila in favore delle associazioni “L’Aquila per la vita” e “Vittime universitarie sisma 6 aprile 2009” sotto forma di gettoni di presenza.
Consiglieri che così hanno dato seguito all’en plein incassato in consiglio comunale in occasione della presentazione di un ordine del giorno a cura della consigliera dell’Aquila coraggiosa Simona Giannangeli. Un ordine del giorno stilato a caldo, sull’onda dell’indignazione trasversale suscitata dalla pubblicazione delle cosiddette sentenze choc, quelle cioè che hanno negato i risarcimenti ai familiari degli studenti rimasti uccisi dai crolli delle rispettive abitazioni, condannandoli al pagamento di una cifra di circa 14mila euro per le spese processuali. Ordine del giorno poi recepito, condiviso e votato all’unanimità dall’intera assise aquilana, che ha così attivato un secondo affluente rispetto a quello della società civile, destinato a ingrossare il fiume di solidarietà, tuttora in piena.
Si tratta, in particolare, dei gettoni di presenza dei consiglieri Albano, Bontempo, Castellani, Cococcetta, Daniele D’Angelo, Silvia D’Angelo, Del Beato, Faccia, Ferella, Flamini, Frullo, Giannangeli, Ianni, Iorio, Maccarone, Marinelli, Nardecchia, Pagliariccio, Palumbo, Persichetti, Pezzopane, Romano, Rotellini, Santella, Leonardo Scimia, Massimo Scimia, Serpetti, Tomassoni, Verini e Vittorini. Tutti tradizionalmente divisi da un’appartenenza politica anche opposta, con punte di antagonismo in qualche caso anche marcato, sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali. Tutti però in egual misura dalla stessa parte quando il crinale è quello della solidarietà. E poco importa che la vicenda abbia ormai compiuto 15 anni, a fronte di un dolore senza tempo. Specie se si pensa ai consiglieri Leonardo Scimia e Lorenzo Rotellini, tanto per citare due esponenti di opposti schieramenti, che all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 15 e 10 anni.
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