Giallo del 59enne, esclusi segni di violenza

Le indagini chiariscono l’accaduto: tracce di sangue forse conseguenza di una caduta dopo il malore
L’AQUILA. La polizia esclude tracce di violenza. È questo il primo responso emerso dalla ricognizione sul corpo di Alessandro Pappalepore, il 59enne trovato senza vita lunedì nel suo appartamento nella piastra 4 del Progetto Case del quartiere di Coppito 3. La presenza di una certa quantità di sangue intorno al corpo inizialmente aveva fatto sorgere più di un dubbio, tanto che la Procura ha aperto l’inchiesta. Le tacce di sangue potrebbero essere conseguenza di una caduta provocata da un malore. Il corpo non è stato ancora riconsegnato ai familiari e quindi non è stata fissata la data per le esequie. Pappalepore, dipendente Anas, da qualche tempo sembrava essere caduto in uno stato di depressione. Chi lo aveva conosciuto in passato lo ricorda infatti come una persona dalla rara intelligenza e sensibilità. Da qualche tempo per andare al lavoro si faceva venire a prendere da una macchina, spesso un taxi. I vicini lo ricordano come una persona particolarmente distinta e gioviale, ma che negli ultimi tempi si era come rinchiuso in se stesso. Viveva da solo e negli ultimi mesi aveva anche rinunciato alla donna che andava regolarmente a fare le pulizie nel suo appartamento. Un dramma della solitudine di una persona che era invece benvoluta da tutti. Al momento non sono chiari i motivi che lo hanno spinto ad allontanarsi dal resto del mondo.
Gli inquirenti fin da subito avevano però scartato l’ipotesi del gesto estremo. (r.p.)
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