Giallo su 700 schede nulle Il Pd fa ricorso: «Verifica»

Anche Babbo ipotizza azioni legali: «Decideremo all’arrivo dei dati ufficiali»
AVEZZANO. Spoglio fermo a quota 46 sezioni: ad Avezzano, come a Reggio Calabria e Pompei (unici tre casi in Italia), il risultato delle amministrative resta formalmente appeso, anche se il riconteggio delle schede delle sezioni 9 e 26 effettuato dall’ufficio elettorale presieduto dal presidente del tribunale, Zaira Secchi, ha dipanato la matassa dei numeri che non tornavano: la fine della laboriosa verifica avrebbe assottigliato il distacco tra Tiziano Genovesi e Mario Babbo, i diretti inseguitori del primo classificato, Gianni Di Pangrazio, da 264 a 222 voti di scarto. Quarantadue i voti recuperati dal candidato civico sostenuto dal centrosinistra nei confronti del segretario provinciale del Carroccio alla guida della coalizione di centrodestra orfana di Forza Italia: 10 nella numero nove, dove, oltre ai 9 voti di scarto con Genovesi, l’ufficio elettorale ha accreditato a Babbo anche 1 voto contestato. Nel seggio numero 26, invece, dove per superare l’inghippo delle schede che non quadravano la commissione ha ricominciato dall’inizio, Babbo ha recuperato altri 32 voti. Lo scarto finale, però, resta abbastanza alto, mentre Babbo, prima di decidere eventuali azioni, attende l’ufficialità del risultato amministrativo.
SCHEDE NULLE E RICORSO. «Aspettiamo i dati ufficiali», afferma, «poi decideremo il da farsi». Bocce ferme, quindi, in attesa delle carte, mentre il Partito democratico ha chiesto ufficialmente la verifica della marea di schede nulle: 669 finora, il 2,75%. «Un numero assurdo», afferma Piera Colabianchi, delegata della lista Dem, in corsa con il candidato sindaco Babbo, «che in termini di peso elettorale avrebbero potuto eleggere un consigliere e mezzo. Qui non si tratta di una battaglia di bandiera, poiché non sappiamo per chi avevano votato quei quasi 700 elettori che, nonostante il rischio Covid si sono recati alle urne per esprimere il loro voto, ma di rispetto della volontà popolare. Per ciò che mi hanno raccontato numerosi rappresentanti di lista, molte schede sono state annullate con troppa facilità, mentre la legge dice chiaramente che occorre cercare di rispettare la volontà degli elettori. Quel nostro ricorso, quindi, è mirato a rendere giustizia a tutti i cittadini che si sono recati alle urne per esprimere il loro voto e non sanno di aver perso tempo per nulla».
Sulle elezioni amministrative segnate da intoppi e lungaggini, che hanno costretto i “notai”, ovvero le sette componenti dell’ufficio elettorale che dovevano soltanto certificare la regolarità delle operazioni, ma sono state costretta a fare anche le scrutatrici, incombe anche il ricorso del Pd che chiede un supplemento di verifica per la marea di schede annullate nei seggi elettorali.
LA PRIMA SCADENZA. Ora, al di là di eventuali ricorsi della coalizione Babbo, i due candidati a sindaco rimasti sul campo, Di Pangrazio e Genovesi, per la battaglia finale del 4 e 5 di ottobre mirata a conquistare la fascia tricolore, a Palazzo di città è partito l’orologio per gli eventuali apparentamenti che scadono, improrogabilmente domenica: a tal proposito gli uffici della segretaria generale del Comune saranno aperti nel giorno festivo.
«Gli apparentamenti ufficiali», informa il dirigente, Claudio Paciotti, «dovranno essere firmati dai delegati delle liste e accettati dal candidato a sindaco».
Gli uffici del palazzo municipale saranno aperti dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 18. Corsa contro il tempo, quindi, per gli sfidanti rimasti in gara, Di Pangrazio alla guida di otto liste civiche con i simboli della città e della Marsica, e Genovesi in corsa con quattro liste del centrodestra. Ora proveranno ad ampliare le squadre puntando a conquistare qualcuna delle tredici liste collegate ai quattro candidati rimasti al palo nella sfida del 20 e 21 settembre: ogni lista, infatti, potrebbe siglare una nuova alleanza in completa autonomia, con uno dei due sfidanti rimasti in competizione.
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