Giallo sulla morte di Concia, c’è l’esposto

I familiari accusano: in ospedale gli era stata diagnosticata una lombalgia, ma aveva l’intestino perforato
AVEZZANO. Si era recato più volte al pronto soccorso accusando dei malori . Gli era stata diagnosticata una lombalgia, poi la morte causata dalla perforazione dell’intestino. La denuncia arriva dalla famiglia di Piero Concia, 53 anni, morto tra domenica e lunedì ad Avezzano dopo il ricovero in ospedale. Martedì si sono svolti i funerali. Ora è stato presentato alla Procura di Avezzano un esposto da parte dalla moglie, Paola Zarroli. I familiari di Concia chiedono alla magistratura di acquisire tutte le cartelle cliniche e le certificazioni del Pronto soccorso per capire cosa ha provocato il decesso. Nell’esposto si chiede di accertare «se esistano responsabilità, in tema di incuria e imperizia, da parte dei medici che sono via via intervenuti e che non hanno saputo intuire e valutare l’effettiva patologia sofferta da Concia». Dalla documentazione in possesso della moglie emergerebbe, infatti, che l’uomo, paziente oncologico da circa quattro anni e, pertanto, destinatario di un particolare protocollo di accertamento, per ben tre volte nel giro di tre giorni, da giovedì 2 fino a domenica 5 luglio, trasportato dall’ambulanza, e in preda a lancinanti dolori addominali, è stato visitato nel pronto soccorso dell’ospedale. La prima volta è stato dimesso con una diagnosi di lombalgia, mentre la seconda con la prescrizione «di tornare il giorno successivo per una consulenza sulla terapia del dolore». Solo la terza volta, dopo averlo sottoposto a una tac e all’ecografia addominale, gli è stata diagnosticata la perforazione dell’intestino ed è stato quindi sottoposto d’urgenza a un intervento chirurgico. Operazione alla quale non è riuscito a sopravvivere. In realtà, sempre secondo quanto riportato nella denuncia, nonostante i forti dolori addominali, le prime due volte al pronto soccorso gli è stato assegnato il codice verde, trasformato, poi in codice giallo per le insistenti pressioni dei familiari e dello stesso paziente. Nella denuncia i familiari di Piero Concia, difesi dall’avvocato Roberto Verdecchia, hanno allegato la documentazione rilasciata dal pronto soccorso. La vicenda ha scosso i tantissimi amici del 53enne che in questi giorni non hanno fatto mancare il loro affetto alla moglie e ai due figli dell’ex presidente del Cai di Avezzano che nutriva una grande passione per la montagna.(p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

