Giansante (Asl): «Pronti coi vaccini»

12 Marzo 2022

Il responsabile di Igiene e sanità pubblica prepara l’assistenza per i rifugiati

L’AQUILA. Gli hub vaccinali della provincia dell’Aquila sono pronti a sostenere un’altra emergenza, quella dei profughi in arrivo dall’Ucraina. Degli 8 centri attualmente ne sono operativi 4, in seguito al calo della richiesta di vaccinazioni, ma l’Asl si prepara ad accogliere i rifugiati anche dal punto di vista sanitario. Intanto in città è sempre alto il numero di nuovi casi giornalieri: ieri, secondo il bollettino della Regione, sono emerse 99 positività, rispetto alle 340 dell’intera provincia. Non è tempo di abbassare la guardia, come sottolineano medici e operatori del settore.
GIANSANTE
La Regione sta fornendo alle aziende sanitarie le prime indicazioni operative per organizzare l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra. Secondo il responsabile dell’unità di Igiene e Sanità pubblica Enrico Giansante, in questa fase sarà importante la collaborazione dei mediatori culturali presenti sul territorio: «Per le persone in arrivo dall’Ucraina», spiega Giansante, «sono previsti un periodo di quarantena di 5 giorni e la verifica dello stato vaccinale. Dovranno essere fornite di un tesserino sanitario temporaneo e per questo si stanno muovendo gli sportelli preposti. Noi abbiamo vaccini in abbondanza, non solo per il Covid, ma anche pediatrici, come quello esavalente e per morbillo, parotite e rosolia. Sono già stati allertati gli uffici vaccinali». In Ucraina la copertura vaccinale è molto bassa, intorno al 35% della popolazione. Inoltre, i rifugiati hanno abbandonato il loro Paese in condizioni di promiscuità e assembramenti: «Dobbiamo prevenire lo svilupparsi di nuovi focolai», sottolinea Giansante, «ma visto che la vaccinazione non è obbligatoria, come da indicazioni ministeriali, dovrà essere avviata un’attività informativa tra i profughi, e in questo sarà preziosa la collaborazione dei mediatori culturali. Speriamo che le associazioni ucraine presenti sul territorio rispondano al nostro appello». L’Asl conta anche sul supporto dei sindaci: «Sappiamo che in questi giorni stanno avvenendo ricongiungimenti familiari», dice Giansante, «e in questo caso, per intercettare le persone da sottoporre a quarantena e poi eventualmente al ciclo vaccinale, spetta ai sindaci trasmettere all’Asl tutti i dati». Ancora non viene comunicato il numero delle persone attese.
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