Gigolò denunciato dalle amanti I legali: le accuse si sgonfiano

SULMONA. Riparte da zero il processo che vede sul banco degli imputati Sergio D’Alessio, il gigoló napoletano accusato di induzione alla prostituzione, ingiurie, minacce, stalking e violenza sessuale....
SULMONA. Riparte da zero il processo che vede sul banco degli imputati Sergio D’Alessio, il gigoló napoletano accusato di induzione alla prostituzione, ingiurie, minacce, stalking e violenza sessuale. L’uomo, denunciato dalle sue due amanti di Ateleta, ha dovuto difendersi dalle pesanti accuse sostenendo che erano tutto frutto della fantasia e della vendetta di due donne rimaste ferite nell’orgoglio. E nell’ultima udienza, dopo la variazione del collegio giudicante, è ripreso l’esame testimoniale delle due persone che con la loro denuncia avevano portato il gigoló napoletano a rispondere di accuse gravissime. L’udienza, così come era avvenuto per le altre, si è tenuta a porte chiuse. Dalle testimonianze delle due persone offese, sarebbero emerse molte contraddizioni e di conseguenza la fragilità delle tesi accusatorie che non hanno retto al controesame degli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni difensori dell’imputato. «Una serie di non ricordo, di paure senza fondamento, né riscontri oggettivi, che avrebbero indotto le persone offese ad avere rapporti sessuali con l’imputato», affermano gli avvocati, «e a versargli somme di denaro. Sono apparsi scenari nemmeno adombrati nelle indagini preliminari che ci lasciano molto soddisfatti. Il dipanarsi del processo sta evidenziando ben altri scenari fattuali che quelli descritti nei numerosi capi di imputazione, dove in luogo di violenze sessuali, estorsioni di danaro, favoreggiamento della prostituzione, induzione alla prostituzione, emerge una situazione di persone che, stanche della quotidianità, si lasciano lusingare da una persona sconosciuta e, quando tutto finisce, decidono di fargliela pagare».
La prossima udienza è stata fissata per il 12 maggio.
Claudio Lattanzio
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