Gioco d’azzardo, più casi tra i giovani

4 Febbraio 2016

Spaziani (Asl): «Allarme anche per l’abuso di alcol, le prime ubriacature ci sono addirittura a 11 anni»

L’AQUILA. Dipendenza dal gioco d’azzardo: si allarga, nell’Aquilano, la ragnatela in cui restano intrappolati giovani e non. Negli ultimi 2 anni il numero dei pazienti che si è rivolto al Sert della Asl è passato dai 26 del 2014 ai 36 dell’anno scorso. Dieci soggetti in più colpiti dal piacere patologico della scommessa, ognuno dei quali con un microcosmo abitato da sofferenza e dolore: gravi perdite economiche, famiglie lacerate, amici persi, serenità spezzate e, non ultimo, lo spettro degli usurai.

Il Sert, di fronte ad un fenomeno che rischia di rompere gli argini del sociale, ha potenziato la propria attività di prevenzione intervenendo, in particolare, su ragazzi e adolescenti. Un lavoro, peraltro, che è solo uno degli aspetti dell’ampio fronte in cui è impegnato il servizio diretto da Daniela Spaziani, che ricomprende problematiche moto serie come le dipendenze patologiche legate ad alcol e droga. «Per costruire dighe contro le potenziali derive degli adolescenti», dice la Asl, «si è scelto di portare nelle scuole la testimonianza di pazienti usciti dal tunnel della dipendenza o che sono in fase di recupero. E così l’abisso e poi la risalita dal burrone è stato raccontato, davanti a ragazzi delle medie, da persone che ci hanno messo la faccia. Un lavoro su ragazzi di 11-13 anni, portato avanti nelle nicchie del territorio, vale a dire nei piccoli comuni e nei paesi decentrati del capoluogo». In particolare, San Demetrio, San Pio delle Camere, Barisciano e Capestrano sono le località in cui, in aggiunta all’ampia attività svolta nella città capoluogo, nel 2015 il Sert ha attuato prevenzione, diffondendo la cultura degli stili di vita sani e responsabili.

«Il gioco d’azzardo», dichiara la Spaziani, «oltre a essere in continuo aumento, è un disturbo più ampio di quello rappresentato dai numeri perché sottovalutato. Tanti rinunciano a curarsi sia per la vergogna di uscire allo scoperto sia per la falsa credenza che si può smettere in qualunque momento. Le problematiche correlate all’uso di cannabinoidi e ai consumi eccessivi di alcol sono state esaminate a Barisciano con 23 ragazzi delle classi seconde e terze. Su questo fronte, riecheggiano forti campanelli d’allarme: si sta abbassando l’età delle prime ubriacature che avvengono oggi a 11 anni, e il consumo di cannabis, diffuso già tra i ragazzi di 13 anni».

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