Gioia, iniziativa dedicata ai reduci di tutte le guerre

GIOIA DEI MARSI. Il gruppo alpini di Gioia dei Marsi in campo per identificare i caduti nei campi di battaglia in Abissinia e Spagna e riportarli in Italia. Sarebbero 13 secondo il capogruppo Renzo...

GIOIA DEI MARSI. Il gruppo alpini di Gioia dei Marsi in campo per identificare i caduti nei campi di battaglia in Abissinia e Spagna e riportarli in Italia. Sarebbero 13 secondo il capogruppo Renzo De Santis e il coordinatore delle ricerche Claudio Aureli i soldati di Gioia partiti per combattere al fronte e mai più tornati che a distanza di anni non compaiono sugli elenchi ufficiali e sulle lapidi commemorative. A questi numeri gli alpini sono arrivati dopo una lunga e complessa ricerca che per diversi mesi ha impegnato il ministero della difesa (sezione onor Caduti–Roma e albo d’oro-Roma), l’archivio di Stato dell’Aquila, il distretto militare di Chieti, il Comune di Gioia dei Marsi con il suo archivio storico, le associazioni dei reduci di guerra e le diverse organizzazioni che curano i sacrari militari italiani. Grazie a questo lavoro sono state recuperate le generalità dei soldati che risultano sepolti in Eritrea (Daragonat), Etiopia (Uccialli, oggi Wuchale), Germania (Berlino e Amburgo) e Spagna (Saragozza). Il gruppo alpini di Gioia, alla luce di ciò, ha deciso di intraprendere una battaglia per riportarli a casa. Quattro sono già stati rimpratriati, per i restanti servono molti soldi. «I dati acquisiti ci consentono di affermare che sono stati accertati ben tredici caduti non censiti negli elenchi ufficiali locali e non citati nelle lapidi commemorative», ha spiegato De Santis, «nelle giornate dedicate alla memoria sono state sostituite le incomplete lapidi commemorative, intitolate strade e piazze ai nostri combattenti, diffusi gli opuscoli con le ricerche effettuate e tumulate nel monumento ai caduti le prime quattro salme di soldati traslate da sacrari e cimiteri civili italiani. Siamo intenzionati a recuperare i resti di altri cinque concittadini sepolti all'estero, ma servono approssimativamente 12mila euro. Invitiamo i lettori del Centro ad aiutarci a reperire le risorse necessarie per portare avanti il progetto». Gli interessati potranno contattare Aureli, coordinatore delle ricerche e del progetto, ai seguenti numeri telefonici: 0863.88156 - 389.4659220. (e.b.)

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