Gioia si presenta come “Il fiore tra le macerie”

27 Ottobre 2021

GIOIA DEI MARSI. Gioia dei Marsi in lizza per il riconoscimento di “Capitale della cultura 2024” con un progetto dal titolo “Il fiore tra le macerie”. A fine gennaio la commissione decreterà i...

GIOIA DEI MARSI. Gioia dei Marsi in lizza per il riconoscimento di “Capitale della cultura 2024” con un progetto dal titolo “Il fiore tra le macerie”. A fine gennaio la commissione decreterà i finalisti, mentre il vincitore sarà svelato entro il 15 marzo.
Sono 23 in tutto le città che hanno presentato il dossier di candidatura comprensivo di titolo, progetto culturale, organo responsabile del progetto, valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e obiettivi perseguiti. Le candidature saranno valutate da una commissione composta da 7 esperti del mondo della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica, che sarà istituita a breve con decreto del Ministro. Entro il 18 gennaio la commissione esaminerà le candidature e selezionerà i 10 progetti finalisti che saranno invitati a delle audizioni pubbliche direttamente al ministero della Cultura entro il primo marzo 2022. Le città avranno a disposizione trenta minuti per presentare la propria candidatura, seguita da una sessione di ulteriori trenta minuti per le domande della commissione. Entro il 15 marzo 2022, la commissione proporrà al ministro della Cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l'anno 2024.
Il ridente borgo di Gioia dei Marsi, incastonato nella valle del Giovenco, è una delle porte marsicane del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non solo natura, ma anche storia. L’identità del piccolo centro di 1.739 abitanti è particolarmente legata al tragico e distruttivo terremoto del 13 gennaio 1915 che solo a Gioia fece 1.660 morti (le vittime nella Marsica furono oltre 30mila). Ed è proprio sul “fiore sbocciato tra le macerie” che l’amministrazione comunale guidata da Gianclemente Berardini scommette per conquistare gli illustri giurati. Il borgo antico situato nei pressi della faglia del Fucino fu raso al suolo, mentre quello nuovo fu riedificato poco più in basso. (f.d.m.)