Giornata di studi dedicata a de Marchis

15 Ottobre 2021

L’AQUILA. Si è svolta ieri, al teatro dell’Accademia di Belle Arti, la prima giornata di studi dedicata a Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre (1930- 2009) celebre storico e critico d’arte, scrittore,...

L’AQUILA. Si è svolta ieri, al teatro dell’Accademia di Belle Arti, la prima giornata di studi dedicata a Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre (1930- 2009) celebre storico e critico d’arte, scrittore, soprintendente e docente dell’Accademia di belle arti dell’Aquila e per molti anni direttore dell’Istituto italiano di cultura in Giappone. La giornata è stata organizzata dall’Accademia presieduta da Rinaldo Tordera e dalla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, in collaborazione con l’Università. L’Aquila è stata la città natale di Giorgio de Marchis conosciuto soprattutto per i suoi studi sull’arte italiana, dal Futurismo agli anni Sessanta. La giornata di studi è stata non solo un omaggio a un grande intellettuale dell’ultimo scorcio del Novecento ma anche un momento per affrontare diversi aspetti della sua personalità. Partendo dalla biografia, si è approfondito il lavoro di soprintendente della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (1979-1981), il suo ruolo di docente all’Accademia di belle arti e la sua metodologia critica nella cura di mostre e cataloghi dedicati ad artisti come Giacomo Balla e Pino Pascali. Ma si è parlato anche delle idee di de Marchis intorno al restauro dell’arte contemporanea e un intervento sull’attività – meno nota ma non meno significativa – di scrittore. Si tratta della prima iniziativa di studio e approfondimento, in ambito italiano, dedicata alla figura di Giorgio de Marchis. In concomitanza con la giornata di studio, la Fondazione che prende il suo nome e raccoglie il suo lascito archivistico e bibliotecario è stata aperta al pubblico per l’intera giornata. «de Marchis è stato tra i docenti che hanno fondato l’Accademia di belle arti», ha dichiarato la direttrice Maria D’Alesio, «ha insegnato, a partire dall’anno accademico 69-70, Metodologia storica e poi Estetica, alcuni dei corsi speciali che diedero un’impronta sperimentale alla didattica, espressione delle più aggiornate ricerche artistiche contemporanee. L’omaggio che abbiamo voluto dedicargli oggi serve, quindi, anche a riconoscerne il ruolo fondamentale per la nascita e sviluppo del nostro istituto. Un doveroso omaggio che rappresenta anche, per la nostra istituzione, una precisa volontà di valorizzazione del suo patrimonio e della sua storia».
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