Giorno del Ringraziamento i trattori sfilano in centro

La Coldiretti L’Aquila ha scelto Avezzano per la tradizionale festa dei coltivatori Oggi alle 12 i mezzi agricoli si radunano davanti alla Cattedrale, poi il corteo
AVEZZANO. Per festeggiare la tradizionale Giornata del ringraziamento provinciale, la Coldiretti L’Aquila ha scelto Avezzano. Oggi imprenditori agricoli e anche semplici cittadini, provenienti dalle comunità limitrofe, alle 12, si ritroveranno davanti alla Cattedrale di Avezzano, per celebrare un suggestivo e antico rito che – inaugurato dalla Confederazione nazionale Coltivatori diretti nel 1951 – nacque su intuizione del presidente Paolo Bonomi per ribadire «l’ispirazione dell’organizzazione professionale alla dottrina sociale cristiana e per ringraziare il Signore del raccolto concesso».
La festa, che inizierà con il raduno dei trattori, proseguirà con la celebrazione della messa, durante la quale verranno offerti ortaggi e confetture, olio e vino, pane e pasta provenienti direttamente dalle campagne del territorio. Al termine, l’attesa benedizione e la sfilata di mezzi agricoli per le strade della città. Saranno presenti il presidente di Coldiretti L’Aquila Angelo Giommo, il direttore provinciale Domenico Roselli, e i presidenti di sezione insieme ai dirigenti provinciali di Coldiretti Donne Impresa, Giovani Impresa e Pensionati. Quest’anno si celebra il 75° anniversario della nascita dell’Associazione professionale. A dar vita alla Coldiretti, il 30 ottobre 1944, fu Paolo Bonomi che decise, su suggerimento del cardinale Giovanni Battista Montini, di non aderire al Patto di Roma, che sanciva l’unità sindacale. Sulla stessa strada si mosse Giulio Pastore, che nel 1948 successe a Bonomi. Al merito della Coldiretti va ascritta la Riforma agraria del 1950 – fortemente voluta dall’Associazione – che tolse 2,5 milioni di ettari di latifondo improduttivo e li assegnò a oltre un milione di piccoli agricoltori, mezzadri e coloni, realizzando l’unica redistribuzione di ricchezza avvenuta dall’Unità d’Italia. Il cardinale Montini, divenuto Paolo VI, in più occasioni ha avuto parole di affetto e di stima per il fondatore della Coldiretti: «Pochi uomini», disse nel 1968, «hanno operato sulla scena della vita pubblica italiana, dopo la guerra, con pari tenacia e diligenza, in campo economico, sociale e organizzativo, quanto Paolo Bonomi». Negli anni Settanta, Paolo VI, a dimostrazione di quanto avesse a cuore le sorti della Coldiretti, più volte la esorta a «superare le barriere dell’isolamento per non ritrovarsi emarginata» e di «dialogare con le altre parti sociali e politiche». L’ultima sfida lanciata da Coldiretti è quella del Progetto filiera Italia, che mira a un’alleanza tra mondo dell’agricoltura e quello dell’industria alimentare a difesa delle eccellenze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

