Giostra, ora si parte con quella d’Europa

30 Luglio 2019

Bilancio positivo per l’associazione pronta ad accogliere le delegazioni del Burundi e del Canada

SULMONA. Si chiude con un segno positivo la XXV edizione della Giostra cavalleresca di Sulmona, nonostante il maltempo abbia rivoluzionato il tradizionale programma della manifestazione. Tanto che le gare si sono svolte in notturna con la sfida finale che si è svolta qualche minuto prima della mezzanotte. Contrattempi che non hanno frenato l’entusiasmo e la partecipazione di pubblico che ha riempito in ogni ordine di posto le tribune di piazza Maggiore. Il cambio di programma dettato dal maltempo, che aveva reso impraticabile il campo di gara nel pomeriggio, paradossalmente nelle gare serali, anche grazie all’ottimo drenaggio del terreno, ha trasformato la pista rendendola più compatta e veloce. Di questo ne hanno risentito positivamente le gare con scontri più spettacolari e dall’esito incerto. Peccato per l’infortunio del cavallo del sestiere di Porta Japasseri costretto a rinunciare alla semifinale a causa di un infortunio allo zoccolo. Un infortunio lieve ma che i veterinari hanno giudicato potenzialmente pericoloso per il cavallo tanto da non fargli disputare la gara. Unica nota stonata per borghi e sestieri i preziosi vestiti in velluto e damascato che, a causa della pioggia, si sono danneggiati. Il lavaggio di ogni vestito costerà 50 euro. Intanto ieri sera è iniziata con l’esibizione dei cani da tartufo la settimana che porterà alla Giostra d’Europa abbinata a quella dei Borghi più belli d’Europa. Questa mattina nella sede della Giostra il sindaco e il presidente dell’associazione Maurizio Antonini affiancato dal presidente onorario Domenico Taglieri presenteranno il programma che culminerà domenica sera con l’esibizione del musicista Evia. Tra gli appuntamenti più attesi la sfilata delle delegazioni del Burundi e degli indiani canadesi che per la prima volta renderanno la Giostra europea intercontinentale. «Abbiamo deciso di allargare il fronte delle nazioni presenti invitando Paesi fuori dal vecchio continente», spiega Antonini, «vogliamo avviare con loro lo stesso discorso intrapreso con l’Europa potenziando gli scambi culturali e economici con realtà che hanno già contatti con il nostro territorio come gli emigranti italo-canadesi e le popolazioni africane con le quali stiamo già collaborando da tempo».
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