Giovagnorio sfida il prefetto Torraco

Chiusure degli uffici municipali, sindaco polemico sul provvedimento. Ma l’opposizione lo bacchetta
TAGLIACOZZO. Il prefetto dell’Aquila ordina la riapertura dei Comuni alla luce dell’emergenza coronavirus, ma il sindaco di Tagliacozzo non ci sta e conferma l’operatività solo a mezzo telefonico e via email, ribadendo il motto «non uscite di casa». L’opposizione accusa il primo cittadino: «Questo non è il momento di polemizzare con il prefetto, massima autorità provinciale di pubblica sicurezza, è tempo di stare vicini ai cittadini». Tutto nasce dalla presa di posizione del prefetto Cinzia Torraco dopo una serie di «azioni individuali e non concordate con le autorità competenti» adottate da parte dei sindaci della provincia dell’Aquila. Un monito lanciato ai sindaci a «voler concordare con la prefettura il contenuto dei provvedimenti». Secondo il prefetto, «la chiusura al pubblico degli uffici comunali non appare in linea con le direttive emanate a livello nazionale». Da qui l’invito ai sindaci «a voler rimodulare i provvedimenti, revocando la chiusura al pubblico degli uffici comunali e provvedendo, nel contempo, ad adottare le misure precauzionali». Un rimprovero che non è stato digerito dal sindaco Vincenzo Giovagnorio. «Il prefetto», ha infatti replicato il primo cittadino di Tagliacozzo sulla sua pagina social, «attui con me i poteri sostitutivi. Tengo fede ai miei provvedimenti, perfettamente aderenti alle disposizioni del governo nazionale, del quale il prefetto dovrebbe essere diretto rappresentante. L’Ente comunale è operativo a mezzo telefonico e email». I consiglieri Maurizio Di Marco Testa e Angelo Poggiogalle polemizzano. «Abbiamo assistito a prese di posizione del sindaco Giovagnorio sui social», affermano i rappresentanti della minoranza, «e ci permettiamo di suggerirgli, per il bene della città, di prendere iniziative atte ad aiutare la popolazione e le persone più deboli. Tagliacozzo ha bisogno di fatti concreti e non solo spot sui social e polemiche contro il prefetto che ha semplicemente ordinato la riapertura dei Comuni, primo front-office al quale i cittadini si rivolgono in caso di gravi necessità. Abbiamo una Protezione civile in grado di portare aiuto e conforto alle persone in difficoltà e sarebbe stato utile aprire un Coc comunale, trattandosi di un Comune con la presenza al suo interno di una struttura sanitaria di primo intervento, se pur chiusa proprio in questi giorni in piena emergenza sanitaria nell’indifferenza più totale».
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