Giovane animatrice stuprata in albergo

28 Settembre 2019

Arrestato il 28enne capo villaggio. La donna medicata in ospedale. L’uomo si difende: «Un rapporto consenziente»

CASTEL DI SANGRO. Per la prima volta in Abruzzo è stato applicato il “codice rosso”, ovvero un procedimento penale super veloce introdotto dalla scorsa estate per alcuni reati – come maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale – e volto alla protezione delle vittime. Perché a detta della Procura di Sulmona è una storia che indigna quella che arriva da un paese nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo e che aveva necessità di una risposta precisa e rapida.
LA RICOSTRUZIONE. Siamo quasi alla fine di agosto quanto in un hotel ancora affollato dai turisti viene denunciato uno stupro dalle modalità choc. Vittima una 20enne animatrice turistica, residente fuori dall’Abruzzo. Nelle settimane precedenti un suo superiore, capo animatore, le aveva fatto delle avances. Un approccio non gradito e respinto con un certo garbo. Fino a quando l’uomo, un siciliano di 28 anni, è entrato di soppiatto nella stanza della giovane e l’ha ripetutamente violentata. La giovane è finita al pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro, accompagnata da un’amica, e qui è stata medicata e dimessa con una prognosi di alcuni giorni. Quindi la denuncia nella caserma dei carabinieri del paese del Parco d’Abruzzo dov’è avvenuto lo stupro. Denuncia arrivata due giorni dopo.
INDAGINI LAMPO. La Procura di Sulmona, guidata da Giuseppe Bellelli, e i militari della compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro comandata dal capitano Fabio Castagna, hanno concluso in pochi giorni l’indagine, applicando appunto il “codice rosso”. Una legge rivista, in vigore dal 9 agosto scorso, che contempla anche nuovi reati, come il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, oppure il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante delle lesioni permanenti al viso.
VITTIMA ASCOLTATA. Oltre all’animatrice 20enne sono stati ascoltati diversi testimoni, compresi i titolari della struttura ricettiva. Coordinati dal magistrato Bellelli, i carabinieri hanno assunto informazioni e acquisito anche il referto medico di pronto soccorso. Il pm Giuseppe Bellelli ha ascoltato personalmente la parte offesa e ha poi richiesto la misura della custodia cautelare nei confronti dell’indagato.
GIOVANE IN CARCERE. Il gip del tribunale di Sulmona, Daniele Sodani, ha disposto quindi la misura della custodia cautelare in carcere. Un provvedimento eseguito in Sicilia dove il giovane risiede. Sia la Procura che i carabinieri non hanno fornito ulteriori dettagli per garantire la protezione della 20enne.
L’INDAGATO NEGA. Bellelli ha ascoltato anche il capo villaggio accusato della violenza sessuale. Il 28enne si è difeso sostenendo che il rapporto «è stato consenziente». Affermazione che per ora non è servita a scagionarlo dalle pesanti accuse. Nei giorni successivi alla vicenda l’uomo avrebbe anche minacciato ritorsioni nei confronti dell’animatrice – si parla della presenza di un video girato durante la violenza – qualora lo avesse messo nei guai. Ma la donna non si è lasciata intimorire.
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