Giovane picchiata e rapinata: «Hanno tentato di violentarmi»

Prima è stata inseguita e poi aggredita: è in ospedale con ferite e fratture al volto, subirà un intervento Polizia a caccia di un uomo: raccolte le immagini delle telecamere. La Procura ha aperto un fascicolo
L’AQUILA. Ha cercato di violentarla. Poi l’ha presa a calci e pugni e le ha portato via il portafogli. Ora lei è ricoverata in ospedale con gravi ferite al volto. La Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo sul brutale pestaggio che si è verificato la notte tra martedì e ieri nel centro storico.
La vittima è una 30enne dell’Aquila, ex giocatrice di rugby. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile.
IL RACCONTO
Nonostante le gravi ferite riportate, la giovane è riuscita a trovare la forza di prendere il cellulare dalla borsa e chiedere aiuto alla famiglia. All’arrivo dei genitori la 30enne aveva il volto tumefatto e insanguinato. Al Pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore le hanno diagnosticato gravi fratture al volto. Ora si trova ricoverata. Con probabilità dovrà essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Agli investigatori la donna ha raccontato di essere stata aggredita da un uomo, probabilmente straniero, che ha tentato di approfittare di lei. Poi, non riuscendo nell’intento di violentarla, l’ha prima aggredita e poi derubata.
Il fatto si è verificato in zona Costa Masciarelli, a pochi passi da piazza Duomo. La vittima ha raccontato di essere entrata in un kebabbaro del centro, dove c’era anche un gruppo di stranieri. Quando ha lasciato il locale ha notato che uno di loro l’ha seguita fino a uno sportello Bancomat dove si è fermata per prelevare del denaro. L’aggressione, stando al racconto della ragazza, si è consumata subito dopo. L’uomo ha dapprima tentato un approccio sessuale, poi al rifiuto della 30enne, ha cominciato a picchiarla. Calci e pugni al volto. Da ex rugbysta la ragazza ha saputo resistere e difendersi. Ed è riuscita a trovare la forza di prendere il cellulare e chiedere aiuto ai genitori. Solo dopo aver infilato la mano nella borsa si è accorta di essere stata derubata del portafogli.
L’INCHIESTA
Sul luogo dell’aggressione, per i rilievi e per raccogliere le prime testimonianze, sono arrivati gli agenti della Squadra volante. L’inchiesta, invece, è affidata alla Mobile, che sta cercando di ricostruire la dinamica dei fatti. Al vaglio degli inquirenti i momenti che hanno preceduto l’aggressione. Titolare del fascicolo d’inchiesta è il pubblico ministero Roberta D’Avolio. Lesioni gravi, rapina e tentata violenza sessuale le ipotesi di reato. In cerca di indizi utili alle indagini, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza sia pubbliche che private. Gli occhi elettronici potrebbero aver immortalato il volto dell’uomo. Sulle indagini vige il massimo riserbo. Tuttavia, gli investigatori sarebbero già sulle tracce di una persona, grazie agli elementi acquisiti.
L’ALLARME SOCIALE
Il tentato stupro ai danni dell’ex rugbista ha scosso tutta L’Aquila, in particolare la nutrita comunità di giovani e universitari che di sera frequenta i locali e i vicoli del centro storico. Ma cosa sta accadendo all’Aquila? È la domanda che si pongono i residenti della città, che fino a qualche anno fa era considerata una ridente isola felice e invece oggi fa i conti con i ripetuti casi di cronaca di rapine, baby gang violente, movida molesta e ora anche tentativi di stupro in centro storico.
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