Giovane tenore investito Multata autista dell’Ama

18 Aprile 2018

L’AQUILA. Era il 17 ottobre 2013 quando, davanti al Conservatorio “Casella”, uno studente di Tagliacozzo, Lorenzo Martelli, venne violentemente travolto da un bus dell’Ama linea 2 UT.La conducente...

L’AQUILA. Era il 17 ottobre 2013 quando, davanti al Conservatorio “Casella”, uno studente di Tagliacozzo, Lorenzo Martelli, venne violentemente travolto da un bus dell’Ama linea 2 UT.
La conducente del bus, Elisabetta Sebastiani, secondo il ricorso, forse perché distratta dal traffico caotico, non si sarebbe fermata a prestare soccorso continuando la sua corsa verso il capolinea, pur tra le proteste di alcuni passeggeri che avevano sentito l’urto e visto il corpo sanguinante del ragazzo riverso a terra.
Ma, a scanso di equivoci, nessuno ha mai contestato un’ipotetica omissione di soccorso.
Immediatamente prelevato e ricoverato al San Salvatore per le numerose ferite riportate al volto, la famiglia e gli amici di Lorenzo ebbero seriamente modo di temere per il suo futuro artistico, considerate le ottime potenzialità canore dimostrate dal giovane.
Dopo la denuncia di rito, la Sebastiani è stata imputata, innanzi al giudice di pace dell’Aquila, per il reato di lesioni colpose, e l’Azienda aquilana di mobilità, tramite la sua compagnia assicurativa, citata quale responsabile civile dell’accaduto.
Ieri, dopo un lungo e aspro processo, nel quale l’imputata ha sempre sostenuto che lo studente fosse caduto a terra perché intento a correre con i compagni di classe, il giudice Gabriella Rosci ha riconosciuto le ragioni di Lorenzo Martelli, il quale, tramite il suo avvocato, Maurizio Dionisio, ha richiesto anche un considerevole risarcimento morale considerato che nel frattempo è diventato un acclamato tenore, vincitore di concorsi canori in tutta Italia, compreso il recente Festival di Avezzano. L’autista Ama è stata condannata (con i benefìci di legge) per il reato di lesioni personali colpose a una multa di 400 euro, e la compagnia assicuratrice, civilmente obbligata, al risarcimento di 27mila euro oltre al pagamento delle spese processuali. Ora la vicenda finirà in appello con l’obiettivo di ottenere un verdetto diverso.
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