Giovane violentata, si cerca l’aggressore

9 Febbraio 2022

I carabinieri sulle tracce dell’uomo che la vittima ha raccontato di aver conosciuto su una chat

SULMONA. Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri della compagnia di Sulmona per rintracciare l’uomo che l’altro giorno avrebbe violentato una donna sulmonese di 27 anni. Subito dopo la denuncia della donna che ha rivelato di conoscere bene il suo aggressore, fornendo elementi necessari per arrivare alla sua identità, i carabinieri si sono attivati per rintracciarlo e convocarlo in caserma. Sembra infatti, che la donna e il suo presunto violentatore, si siano conosciuti su una chat dove avrebbero stretto un rapporto di amicizia con lunghe conversazioni che con il passare del tempo sarebbero divenute sempre più frequenti. Tanto che l’uomo avrebbe proposto alla giovane sulmonese di venirla a trovare in città. Cosa che avrebbe fatto l’altro giorno quando si sarebbero incontrati a casa della 27enne. Incontro che, dal drammatico racconto della donna, sarebbe, però, culminato con la violenza. «È stato un uomo che conosco molto bene, che è venuto a trovarmi a casa e che, approfittando del fatto che in quel momento ero sola, mi ha violentato per ore senza che io potessi difendermi», ha riferito la giovane prima ai medici del pronto soccorso che l’hanno visitata e poi ai carabinieri. La giovane ha anche precisato che c’è stato quell’unico rapporto sessuale che lei ha cercato in tutte le maniere di evitare, senza riuscirci perché in quei drammatici momenti, sarebbe rimasta bloccata psicologicamente, senza più forze, quasi assente mentre subiva la violenza. Più tardi la giovane ha raccontato tutto ai genitori che l’hanno sostenuta e aiutata invitandola a denunciare la terribile esperienza vissuta. Da qui la decisione di raggiungere il pronto soccorso per sottoporsi a visita medica affinché fosse accertata e repertata la violenza subita. Immediatamente dall’ospedale è stato lanciato il codice rosa che ha portato i carabinieri a raggiungere l’ospedale per ascoltare il racconto della ragazza. Del caso si sta interessando anche l’associazione “La Libellula”, soprattutto per fornire il necessario supporto psicologico alla giovane. (c.l.)
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