«Giro d’Italia, Comune fermo al palo»

5 Maggio 2018

Monta la polemica dopo la protesta degli operatori turistici. Palumbo (Aquilotti): «Ci eravamo proposti, nessuno s’è mosso»

L’AQUILA. Se si assegnasse ancora la maglia nera, fortemente accreditato a riceverla sarebbe il Comune. Non sono soltanto gli operatori del Gran Sasso a mettere l’amministrazione nel mirino per il caso-Giro d’Italia. Se si allarga il discorso alle realtà sportive il ritornello è lo stesso.
Da sempre in prima fila nell’organizzazione di eventi legati al mondo delle due ruote, lo storico presidente del Gruppo sportivo Aquilotti Renato Palumbo, oggi animatore dell’Associazione club ex ciclisti aquilani (Ceca), interpellato dal Centro, dice la sua sul ritardo nella predisposizione di iniziative collaterali ad accogliere l’arrivo di tappa del 13 maggio sul Gran Sasso.
«Almeno da 20 anni a questa parte», spiega Palumbo, «tutte le volte che il Giro è approdato nell’Aquilano sono stato componente del comitato tappa, organismo costituito dai comuni in occasioni del genere. Ricordo il 1999 sul Gran Sasso con Pantani, il 2005 nella Celano-L’Aquila con Di Luca, ancora L’Aquila nel 2010, Rocca di Cambio nel 2012. Con il compianto Vito Taccone», prosegue Palumbo, «imbandierammo tutto il territorio due mesi prima con quintali di coriandoli e festoni, oltre ad altre iniziative. Il comitato tappa, in contatto con la direzione Rcs, organizza eventi sul territorio puntando sulla promozione e sul lancio che una grande vetrina come il Giro può garantire. Di tutto questo», sostiene ancora Palumbo, «all’Aquila non si ha notizia. Visti i miei buoni uffici con la Rcs, oltre tre mesi fa, in occasione di una conviviale del Panathlon, chiesi all’assessore Piccinini tre cose: cosa intendesse fare il Comune sul velodromo dello stadio Fattori, lasciato in abbandono nonostante i carteggi e i progetti ignorati; cosa intendesse fare per il ripristino del museo storico dello sport realizzato da Gildino De Felice prima del sisma 2009, con un allestimento anche per il ciclismo; cosa intendesse fare per la tappa. A questo proposito, ho dato, nell’occasione, la mia piena disponibilità, ma nessun amministratore si è mosso. Tutti hanno organizzato appuntamenti in occasione del Giro 2018: Penne una partita di calcio tra vecchie glorie; Picciano un concerto. Senza dimenticare la commemorazione per le vittime di Rigopiano. Nel Pescarese ci si è mossi per tempo, qui non si è fatto nulla».
Palumbo incalza l’amministrazione. «Esprimo rammarico per questa situazione incresciosa», aggiunge, «e vorrei conoscere quali sono i programmi del Comune per il Giro. Io non ne sono a conoscenza, e con me neppure i cittadini aquilani. Anni fa furono acquistati centinaia di metri di stoffa che furono oggetto di ripetute riprese televisive. Nel 2010 portai i giovani ciclisti al Processo alla tappa. Devo constatare che l’amministrazione comunale non sta sfruttando l’occasione che gli si offre davanti. Sono l’unico presidente abruzzese che ha vinto con la stessa atleta, Alessandra D’Ettorre, prima donna italiana, un titolo mondiale, un campionato europeo, con partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008 e non sono stato interpellato. Se il Comune fosse stato d’accordo avremmo potuto fare da tramite per una migliore promozione del territorio. A una settimana dal Giro non si vede niente. La municipalità non ha risposte né sul velodromo né sul museo né su tutto il resto. L’immobilismo del Comune ha lasciato stupito non solo me, ma anche i 40 soci del Club ex ciclisti. Tutti avremmo potuto dare il nostro contributo».
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