Giro d’usura, prove blindate Altre 2 persone nell’inchiesta

SULMONA. La Procura della Repubblica blinda le prove sul giro di usura culminato con l’aggressione all’autolavaggio ai danni di una donna di origine romena. Una brutale aggressione messa in atto con...
SULMONA. La Procura della Repubblica blinda le prove sul giro di usura culminato con l’aggressione all’autolavaggio ai danni di una donna di origine romena. Una brutale aggressione messa in atto con un utensile da una donna nei confronti di un’altra donna. Pestaggio che ha dato il via all’inchiesta sui prestiti a strozzo che a oggi vede sotto accusa otto persone. Oltre alla famiglia di etnia rom composta da, Sonia Di Rosa, accusata di tentato omicidio, perché avrebbe aggredito e colpito con una chiave inglese la romena che gestisce l’autolavaggio; dal marito, Bruno Spinelli, accusato di usura insieme alla moglie e al figlio Luigino e alla suocera Liliana Morelli sono sotto inchiesta la broker Katia Valeri e l’ex dirigente scolastica Elvira Tonti. A questi si sono aggiunti Luigino Di Rosa e Marianna Di Michele, entrati successivamente nell’inchiesta dopo che la squadra anticrimine del commissariato, che sta portando avanti le indagini, avrebbe raccolto pesanti accuse nei loro confronti. Ieri mattina nell’incidente probatorio durato più di cinque ore, sono state sentite le presunte vittime, tra cui la donna romena che è stata aggredita nell’autolavaggio che gestisce insieme al figlio, anche lui testimone, e il proprietario dell’impianto. Davanti al gip Marco Billi e al sostituto procuratore Stefano Iafolla i testimoni hanno confermato tutte le loro accuse che ora la Procura potrà utilizzare integralmente nel corso del processo qualora i quattro dovessero essere rinviati a giudizio, senza il timore che qualcuno dei testimoni possa, nel corso dei mesi, dimenticare qualche cosa. La Procura aveva chiesto l’incidente probatorio anche per gli altri indagati che, almeno per il momento, il gip ha deciso di congelare. (c.l.)
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