Giubileo, asse con Roma più forte Un piano per attrarre pellegrini

Venerdì l’audizione del consigliere capitolino Nanni, presidente della commissione speciale per il 2025 Allo studio iniziative per portare in Abruzzo parte dei circa 35 milioni di visitatori attesi nella capitale
L’AQUILA. Si rafforza l’asse Roma-L’Aquila in vista del grande Giubileo universale della Chiesa Cattolica del 2025, appuntamento che si rinnova ogni 25 anni e per il quale si attendono 35 milioni di pellegrini a Roma nell’arco di 12 mesi. Un’occasione importantissima per il capoluogo abruzzese che celebra ogni anno il giubileo più antico della storia, la Perdonanza, e che in quest’occasione vuole rivendicare il proprio ruolo.
asse roma-l’aquila
Con quest’obiettivo si riunirà venerdì, alle 9 in prima convocazione e alle 11.30 in seconda, la commissione Bilancio e programmazione del consiglio comunale. L’incontro, che si terrà nella sala delle commissioni di Palazzo Margherita, residenza municipale, avrà all’ordine del giorno l’audizione di Dario Nanni, consigliere di Roma Capitale e presidente della commissione speciale per il Giubileo del 2025. Già nei mesi scorsi Nanni era stato all’Aquila e aveva definito «fondamentale il fatto che L’Aquila, eletta proprio da Papa Francesco capitale del Perdono, organizzi iniziative assieme a Roma. L’Aquila e Roma distano un’ora», aveva detto, «e proprio in virtù della storia del capoluogo mettere in campo iniziative congiunte gioverebbe sia all’Abruzzo sia al Lazio». Parole che sembravano suonare come un appello al Vaticano. D’altro canto, la storica visita al capoluogo da parte di Papa Francesco nel 2022, primo pontefice della storia ad aprire la Porta Santa di Collemaggio nella Perdonanza celestiniana, e poi ancora la concessione dell’anno della Misericordia sia per il 2023 sia per il 2024, hanno acceso gli entusiasmi. «Dopo il grande dono che Papa Francesco ha fatto alla chiesa aquilana, all’indomani della sua visita nel capoluogo abruzzese, prolungando l’indulgenza della Perdonanza concessa da San Celestino V, per un anno intero (l’Anno della Misericordia), L’Aquila si prepara al grande Giubileo del 2025», aveva annunciato lo stesso arcivescovo, il cardinale Giuseppe Petrocchi, che poi ha chiesto un ulteriore anno di perdono, inviando una lettera alla Penitenzieria Apostolica, in cui faceva appunto riferimento al legame con il Giubileo 2025, e ottenendo risposta positiva. Così scriveva il cardinale nella missiva: «In vista del Giubileo del 2025, strettamente legato a quello celestiniano, sono a chiedere di concedere l’indulgenza plenaria per tutto l’anno 2024 a coloro che pentiti e confessati visiteranno la basilica di Santa Maria di Collemaggio». Questa, iniziata il primo gennaio, terminerà a Natale 2024, cioè alla vigilia dell’inizio del grande Giubileo universale a Roma. Insomma, ormai i tempi sembrano maturi per legare definitivamente L’Aquila al grande evento del 2025. Ma se Roma si sta già preparando ad accogliere tantissimi pellegrini, stimati appunto in 35 milioni, L’Aquila non deve e non può farsi trovare impreparata. Un asse con L’Aquila significherebbe anche, per il capoluogo abruzzese, dover gestire l’arrivo di tantissimi turisti e in più occasioni durante l’anno. Gli interrogativi partono dai parcheggi alla viabilità, carenti in maniera cronica, e passano per i servizi turistici, non ancora in grado di ospitare grandi flussi. Interrogativi a cui bisognerà presto dare una risposta.
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