Giudice rimanda il parrucchiere a casa

Concessi i domiciliari a Castellani, finito in cella perché in possesso di un chilo di cocaina. Nel mirino pusher stranieri
L’AQUILA. Arresti domiciliari per il parrucchiere Gianluca Castellani, finito in carcere dopo il blitz della polizia che gli ha trovato in casa un chilogrammo di cocaina e bilancini di precisione.
Il provvedimento del gip Guendalina Buccella prevede che il sospettato, comunque, non possa avere contratti telefonici o telematici con nessuno, a meno che non si tratti di stretti familiari. In caso di mancata osservanza del provvedimento rischierebbe di tornare alle Costarelle.
Il provvedimento è stato firmato dopo l’interrogatorio davanti al pm, David Mancini, che si è tenuto ieri mattina in carcere, nel quale l’indagato è stato assistito dagli avvocati Antonio Valentini e Fabrizio Giancarli. Il pm Mancini, che aveva dato parere sfavorevole all’arresto, ha cambiato idea in merito e, infatti, il gip ha disposto la scarcerazione.
Evidentemente il sospettato gli ha fornito elementi tali da escludere che egli stesso sia uno spacciatore a prescindere, ovviamente, dal consumo e, soprattutto, dall’acclarato possesso dello stupefacente custodito conto terzi.
Gli sono state trovate delle carte che potevano sembrare compromettenti. In realtà, come è apparso lampante dall’inizio, i foglietti che gli sono stati rinvenuti contenevano solo i nomi dei suoi tanti clienti con i tagli da fare e il costo, ma niente di più. Su questo punto sembrano d’accordo accusa e difesa. Altrimenti sarebbe rimasto in carcere.
Ora tutto è in mano alla polizia. La squadra Mobile, infatti, è sulle tracce, ma lo era, probabilmente, già da prima di questo interrogatorio, di alcuni stranieri che avrebbero poggiato la droga, momentaneamente, nell’abitazione del parrucchiere. Questo lascia presumere che, a breve, possa esserci una svolta. Del resto, è indispensabile sapere da dove quella cocaina provenisse e come poteva essere distribuita. La posizione del parrucchiere, che ha 56 anni, si è alleggerita, ma resta sempre abbastanza pesante.
L’artigiano, che è incensurato, aveva nella casa di Pettino, nascosta nei mobili della cucina, un chilogrammo di cocaina suddivisa in 20 involucri da 50 grammi ciascuno. Gli agenti della polizia gli hanno trovato anche qualche bilancino di precisione e una pistola ad aria compressa senza il previsto tappo rosso. Non è nemmeno escluso che gli investigatori, sulla scorta di nuovi approfondimenti, lo vorranno risentire su altre circostanze.
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