Giudici tutti incompatibili Rinviato processo ai Di Tella
L’AQUILA. A causa dell’impossibilità di formare un collegio a causa di giudici incompatibili (altri in regola al momento non se ne trovano), è stato rinviato al 23 febbraio 2017 il processo che...
L’AQUILA. A causa dell’impossibilità di formare un collegio a causa di giudici incompatibili (altri in regola al momento non se ne trovano), è stato rinviato al 23 febbraio 2017 il processo che coinvolge imprenditori accusati di contiguità con il clan dei Casalesi per accaparrarsi appalti per la ricostruzione; contestata anche l’intermediazione illecita nel lavoro con sfruttamento degli operai. Tra gli imprenditori coinvolti nella vicenda ci sono Alfonso, Cipriano, Domenico Di Tella e il tecnico Michele Bianchini, di Avezzano. Altre persone risultano pure imputate, ma con presunte responsabilità minori e in posizione assai defilata. Altri ancora hanno patteggiato. Le accuse sono estorsione aggravata dal metodo mafioso, da intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo la Procura, il sistema per aumentare i profitti consisteva nel prendere manodopera del Casertano assunta da ditte aquilane o campane per lavorare in cantieri di ricostruzione privata post-sisma. La presunta infiltrazione camorristica avveniva attraverso l’intermediazione di altri costruttori campani incensurati ma contigui al clan dei Casalesi. La metà dello stipendio degli operai rientrava in contanti. Le difese, dal canto loro, contestano questa ricostruzione dei fatti in maniera decisa.
Si prevede, dunque, un processo molto lungo per via della complessità degli aspetti da valutare ammesso che si riesca formare un collegio in tempo utile.
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