Giulia: «Io a Parigi durante gli attentati Che esperienza!»

17 Gennaio 2015

Il soggiorno in Francia di una studentessa del Torlonia «Indimenticabile il corteo con le scritte Je suis Charlie»

AVEZZANO.

Nei giorni scorsi Parigi è stata teatro di alcuni episodi drammatici, dall'attacco alla testata satirica di Charlie Hebdo alla sparatoria a Porte de Vincennes, a opera di un gruppo di estremisti e fondamentalisti franco-algerini. Giulia De Angelis, studentessa del Liceo Classico Torlonia ci ha raccontato la sua esperienza durante la sua visita parigina di qualche giorno fa.

Quali sono state le tue prime impressioni dopo l'arrivo a Parigi?

«Appena sono arrivata l’8 gennaio all’aeroporto pensavo ci fossero più controlli, come al contrario è avvenuto al ritorno. Invece, la cosa che mi ha stupito maggiormente è stata la visione di un cartellone esposto sul quale vi era una scritta: allarme attentato! Nel contempo era giunta la notizia dell’uccisione della poliziotta, per mano di un uomo di origini nord-africane, a Montrouge. La tensione era palpabile anche tra la popolazione e i turisti, vi erano moltissimi soldati con il mitra che supervisionavano la zona circostante la Tour Eiffel insieme a pattuglie della polizia, forniti di giubbotto antiproiettile».

Hai assistito a episodi particolarmente cruenti?

«Il 9 gennaio, trovandomi in metropolitana, mentre stavo facendo un cambio di linea, ho notato in un angolo un gruppo di poliziotti che stavano parlando con dei ragazzi di colore; questi hanno iniziato a gridare, scappando verso l'uscita, a loro volta inseguiti dalle forze dell’ordine. Le persone lì presenti, ignare della situazione, hanno vissuto momenti di panico. Questo episodio risale pressoché allo stesso orario in cui sono stati sequestrati e uccisi, da parte di un uomo e di una donna, armati, alcuni ostaggi in un supermercato Kosher. Non ci è stato possibile visitare i Giardini di Lussemburgo, chiusi per precauzione, né abbiamo potuto riprendere la metropolitana, per motivi di pubblica sicurezza».

L’attenzione mediatica è stata rivolta soprattutto alla manifestazione dell’11 gennaio. Come hai vissuto quei momenti?

«La domenica, il giorno della manifestazione, siamo state partecipi, seppur per poco tempo, di un bagno di folla che contava oltre 2 milioni di persone e 50 capi di Stato, partita da Place de la Republique. Je suis Charlie, la frase d’effetto presente in maglie e cartelloni che adornavano Parigi».

Claudia Lucci, Giorgio Lupi

©RIPRODUZIONE RISERVATA