Giunta a pezzi, quattro assessori lasciano

Il sindaco Casini: «Non mollo e avvierò le consultazioni per formare un esecutivo». Ma le possibilità sono scarse
SULMONA. Lo avevano annunciato domenica scorsa. Ieri alle 10 Mauro Tirimacco, Luigi Biagi, Pierino Fasciani, Stefano Mariani, si sono presentati in Comune rassegnando le dimissioni da assessori e aprendo ufficialmente la crisi a Palazzo San Francesco. Un incontro a tratti drammatico nel corso del quale il sindaco Annamaria Casini pur prendendo atto della decisione dei suoi assessori non vuole gettare la spugna. «Già da domani avvierò le consultazioni con tutte le parti politiche per salvare l’ultimo anno che resta del mio mandato», afferma Casini, «da queste consultazioni prenderà il via un percorso per affrontare la crisi in atto in maniera seria e leale, concludendo il mandato al servizio del bene della città e onorando la pronuncia elettorale della primavera 2016». Un improbabile perché i numeri non le danno ragione. Nonostante dall’opposizione giungano segnali incoraggianti soprattutto da parte dei tre consiglieri del neonato gruppo di Italia Viva, i quali non chiudono la porta in faccia al primo cittadino ma lasciano uno spiraglio aperto. «All’apertura delle consultazioni da parte del sindaco, come gruppo consigliare, rispettosamente parteciperemo per sentire la sua proposta», precisa il portavoce Fabio Pingue. «Una cosa appare evidente, il logoramento della politica cittadina ha lacerato Sulmona nella capacità di essere governata facendo perdere credibilità a tutta la classe dirigente locale all’interno del panorama regionale. Se in 20 anni non si è stati in grado di portare a termine una sindacatura questo dovrebbe essere motivo di riflessione da parte di una classe dirigente responsabile. Continuare un folle volo verso rincorse elettorali farà le fortune di qualche avventuriero, ma di certo non è ciò che serve ad invertire la rotta verso il buon governo cittadino». Secondo Italia Viva se il sindaco riuscirà a racimolare il consenso di 10/12 consiglieri, si potrà anche cercare di andare avanti con una giunta Casini ter. Ma nella stessa maggioranza c’è chi ribadisce un rifiuto a questa possibilità: «Chi ha abbandonato questa maggioranza tra l’altro senza alcuna motivazione non è un interlocutore credibile e affidabile», afferma il consigliere Andrea Ramunno, «per questo io non farò parte di trattative tese a rimettere insieme i cocci di un vaso rotto un anno fa». Sulla stessa linea Deborah D’Amico che giudica «impraticabile un nuovo accordo con chi un anno fa ha già decretato la fine del progetto del 2016 abbandonando il sindaco che senza l’accordo tecnico avrebbe già chiuso in quell’occasione la sua esperienza amministrativa».
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