Giunta, braccio di ferro tra FdI e Lega

Il nodo è la sostituzione dei tre assessori del partito di Salvini. Ma il sindaco rimanda tutto a un tavolo politico regionale
L’AQUILA. Tutto dovrà essere deciso da un tavolo politico. Non se l’è sentita il sindaco Pierluigi Biondi di mandare a casa i tre assessori – o almeno uno dei tre, per ora – della Lega con un atto di forza.
Ma il rimpasto in giunta è questione di tempo. Il consiglio comunale del 23 dicembre scorso ha cambiato la geografia politica e i numeri nella maggioranza, con l’uscita dall’aula della Lega per la votazione del bilancio. Così il partito di Salvini è rimasto con quattro consiglieri (in fondo gli stessi numeri dell’insediamento), in quanto è entrata Elisabetta De Blasis – che era la quinta forza – ma ha lasciato Tiziana Del Beato, transitata al Gruppo misto e in procinto di passare a Fratelli d’Italia.
Il braccio di ferro è proprio del partito della Meloni e del sindaco Biondi, che potrebbero imbarcare anche Daniele “Parkeller” D’Angelo, a condizione che gli venga data la carica di vice segretario comunale di FdI. Partito nel quale, sempre nel consiglio del 23 dicembre, sono convogliati anche Leonardo Scimia, Giancarlo Della Pelle, Ferdinando Colantoni e Vito Colonna (per quest’ultimo è un po’ un ritorno alle origini). Se si considerano il capogruppo – non si sa fino a quando ancora – Ersilia Lancia e il sindaco stesso, FdI ora può contare su ben sette componenti in consiglio comunale. Ed è così e con l’appoggio di Forza Italia e quello inatteso del Passo Possibile, che Biondi è riuscito a far quadrare i numeri della maggioranza per l’approvazione del bilancio. È praticamente scomparso il gruppo Insieme per L’Aquila, visto che Roberto Jr Silveri era già transitato nel Gruppo misto e si è collocato all’opposizione, per ora.
Ma cosa ha fatto scatenare questa “ammuina” nell’assise civica? Sembrerebbe soltanto la richiesta della Lega di far slittare il voto sul bilancio al 30 dicembre, per avere la possibilità di esaminare lo strumento contabile e, eventualmente, proporre dei correttivi. Visto anche che il Governo di suo ha messo 20 milioni di euro (40 miliardi di lire, giusto per avere una dimensione nostalgica).
Ma evidentemente il fuoco covava sotto la cenere, perché un accordo si poteva trovare. Così, invece, il vaso si è rotto e soltanto l’intervento diretto del presidente della Regione Marco Marsilio e dell’assessore regionale Guido Quintino Liris ha fatto probabilmente desistere Biondi dal cacciare subito i tre assessori della Lega: avrebbe avuto ripercussioni catastrofiche sugli equilibri del consiglio regionale. Manuale Cencelli alla mano, in Comune dovrebbero essere a rischio anche gli assessori Vittorio Fabrizi e Fausta Bergamotto, visto che sono stati nominati in quota Insieme per L’Aquila. Ma a sceglierli è stato personalmente il sindaco, quindi è difficile che il primo cittadino torni sui suoi passi. A rischio, quindi, potrebbero essere Fabrizia Aquilio, Fabrizio Taranta e Daniele Ferella, i tre della Lega.
Biondi ha detto che il futuro sarà deciso da un tavolo politico e che i numeri sono cambiati: c’è stato un incremento (da parte di Fratelli d’Italia, ndr) e, di conseguenza, dovrebbe esserci anche un incremento di posti. In quanto a un presunto atto ostile nei confronti della Lega, Biondi in realtà non lo sa, ma ha sottolineato di avere fatto il massimo per la Lega, come nella notte tra il 30 e 31 dicembre, quando è andato dai lavoratori Ama in assemblea per cercare,a suo dire, di mediare la situazione e difendere l’amministratore unico, Berardi, uomo della Lega, del quale i dipendenti chiedevano le dimissioni.
Ma i cittadini, presi da problemi in qualche caso di sopravvivenza quotidiana, comprenderanno queste diatribe politiche?
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