Giunta Casini, l’ex Pd affila le armi
Parte del gruppo, ormai diviso, pronto a votare la mozione di sfiducia
SULMONA. Per il sindaco dovrebbe essere solo una formalità, ma la maggioranza che l’ha sostenuta fino a questo momento non è del tutto compatta. E così la seduta del consiglio comunale di mercoledì prossimo, dove sarà esaminata e discussa la mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti da sei consiglieri d’opposizione, potrebbe riservarle ancora qualche amara sorpresa. Soprattutto dagli ex consiglieri comunali del Pd alle prese con una faida interna che vede l’ex sindaco Bruno Di Masci in aperto contrasto con il suo ex delfino Antonio Di Rienzo che avrebbe «tradito» gli accordi riguardanti le dimissioni dei consiglieri per mandare a casa il sindaco. Dalle ceneri della compagine Pd sono nati due gruppi: il primo composto da Di Rienzo e il secondo da Di Masci e Claudia Fauci. E potrebbe essere proprio quest’ultima la vera sorpresa, se il suo voto andrà ad aggiungersi a quello contrario dell’ex sindaco che ha più volte annunciato di votare insieme alla minoranza la mozione di sfiducia al primo cittadino. Una ipotesi che ha mandato in fibrillazione sia il sindaco che la stessa minoranza tanto che qualcuno dell’opposizione sta valutando di disertare la seduta di mercoledì consentendo in questo modo di non raggiungere il fatidico numero di 9 consiglieri necessario per decretare la caduta della giunta Casini. L’attenzione è rivolta soprattutto sui tre di Italia Viva. Mala presidente del consiglio Katia Di Marzio, «per il ruolo istituzionale che ricopre», potrebbe decidere di astenersi. Anche l’esponente di Sbic, Maurizio Balassone, dopo aver firmato la mozione, non sembra convinto che la cosa migliore da fare sia mandare a casa il sindaco. Anche perché del movimento che rappresenta, da tempo non c’è più traccia. E un eventuale ritorno alle urne già dalla prossima primavera, potrebbe non trovarli pronti a sostenere una campagna elettorale. (c.l.)
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