Giunta, il sindaco ora frena sul rimpasto

6 Ottobre 2017

Rinviata la formazione di una nuova squadra di governo. Casini: troppe emergenze, i tempi non sono ancora maturi

SULMONA. Non sono ancora maturi i tempi per un azzeramento della giunta a Palazzo San Francesco. È il sindaco Annamaria Casini ad allontanare, per ora, ogni ipotesi di cambi in arrivo nella compagine di governo. Cambiamenti annunciati nella scorsa primavera, ma che poi non si erano concretizzati, su sollecitazione dei gruppi e dei consiglieri di maggioranza per ridare nuovo slancio all’amministrazione comunale. Necessità che il sindaco per ora non ravvede, difendendo la sua “giovane amministrazione”. «Ho letto, con grande stupore, mentre ero impegnata in un importantissimo incontro a Roma con il ministro per la Coesione territoriale per risolvere alcuni problemi del territorio, le notizie circa un possibile cambio di giunta», si legge nella nota scritta dal sindaco. Rinviata a data da destinarsi, dunque, la formazione di una nuova squadra di governo, forse anche perché le consultazioni avviate, o comunque richieste, sono ancora in una fase embrionale.
«Ritengo che, ad oggi, non siano ancora maturi i tempi per una così importante decisione che, come sempre, viene strumentalizzata da fattori esterni e da pettegolezzi politici che continuano a minare l’operato dell’azione di questa giovane amministrazione, fortemente impegnata sulle emergenze che ci accompagnano ormai da 15 mesi e su alcuni temi», aggiunge il sindaco, «come la revisione della macchina amministrativa, le scuole, la ricostruzione e Casa Italia, nuovi investimenti e Masterplan, tutte occasioni di rilancio della città». Come dire che ci sono ancora troppe cose da fare per pensare a un cambio in giunta, anche se c’è chi chiede l’azzeramento proprio con l’intento di procedere con maggiore determinazione.
Nel frattempo, è la consigliera Roberta Salvati ad agire in concreto e a prendere le distanze dal suo partito, il Pd, rimettendo la carica di presidente di circolo. Alla base della sofferta decisione i contrasti con l’area dimasciana della sezione sulmonese dei Democratici e l’impossibilità di appartenere a un partito che annuncia un’opposizione più serrata alla giunta Casini di cui lei è esponente di maggioranza.
«Il Pd di Sulmona è, da anni, malato a causa di una gestione familistica e chiusa in se stessa», accusa Salvati. «Pochi mesi fa ho accettato con grande entusiasmo di fare il presidente, pensando che dopo la sonora sconfitta elettorale del 2016 le cose potessero cambiare. Oggi, mio malgrado, devo constatare che non ci sono le condizioni per il cambiamento».
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