Giunta, è scontro sulla nomina di Ramunno

Dopo i 5 Stelle anche Nannarone contesta la scelta del sindaco: «È un civico di centrodestra»
SULMONA. Finisce in consiglio comunale la lite nella giunta di Palazzo San Francesco e la conseguente sostituzione dell’assessore dimissionario Elio Accardo con Andrea Ramunno. La consigliera comunale, Teresa Nannarone, presenterà una richiesta di chiarimenti che sarà discussa in aula nella seduta in programma domani, quando il consiglio dovrà esprimersi anche sul bilancio di previsione, sul piano triennale delle opere pubbliche e sulle scadenze della tassa dei rifiuti. Nannarone vuole conoscere i motivi che hanno portato il sindaco Gianfranco Di Piero alla rottura del rapporto con l’ormai ex assessore Accardo, che si è dimesso sabato scorso, all’indomani di una cena di maggioranza nel corso della quale si è consumato lo scontro tra i due. Una lite che ha portato Accardo ad andar via sbattendo la porta. Cosa che, per Nannarone, non può passare sotto silenzio. Il consiglio, in realtà, si riunirà anche questa mattina per approvare il documento unico e il regolamento delle spese di rappresentanza, ma anche per ufficializzare la nomina del nuovo assessore Andrea Ramunno, che lunedì ha preso il posto di Accardo. Indicato da Italia Viva, la sua nomina ha scatenato polemiche e reazioni, soprattutto nel Movimento 5 Stelle che ha annunciato, da oggi in poi, che il sostegno al sindaco Di Piero sarà deciso di volta in volta. Ciò significa che voteranno con la maggioranza soltanto se l’operato dell’amministrazione resterà coerente con i punti programmatici, come hanno chiarito, l'altra sera, in una nota. Ma la nomina di Ramunno è stata contestata anche da Nannarone che parla di «macelleria politica», riferendosi all’ingresso di un civico di centrodestra nella giunta Di Piero bis. Nannarone “accusa” Ramunno «di aver votato alle regionali il candidato di centrodestra Marco Marsilio. E non è episodica», scrive la consigliera, «la sua affermazione secondo cui l’elezione in Regione di Marianna Scoccia sarebbe un caso di studio a livello nazionale. Un civico quindi, con un bagaglio politico di esperienze fallimentari, non ricandidato alle Comunali, che ha votato il centrodestra alle Regionali, non solo è stato chiamato dal sindaco a far parte dell’esecutivo, ma ha avuto assegnate ben undici deleghe».
Deleghe sulle quali la consigliera s’interroga, in quanto «Ramunno», spiega, «non ha competenze professionali specifiche. Dunque, da cosa è derivata esattamente la scelta del sindaco? Ma su questo punto non è dato sapere nulla». E non manca l’attacco al sindaco Di Piero, bollato come «inadatto e in grado solo di mal replicare uno schema di potere vecchio, polveroso, ma soprattutto deleterio per la città», conclude Nannarone. (a.d.a.)
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