Giurano 910 marescialli della Guardia di finanza

20 Dicembre 2022

L’AQUILA. La Guardia di finanza ha 910 nuovi marescialli. La suggestiva cerimonia si è svolta ieri all’interno della Scuola ispettori e sovrintendenti delle Fiamme gialle a Coppito. I 910 allievi che...

L’AQUILA. La Guardia di finanza ha 910 nuovi marescialli. La suggestiva cerimonia si è svolta ieri all’interno della Scuola ispettori e sovrintendenti delle Fiamme gialle a Coppito. I 910 allievi che hanno frequentato il 92° Corso “Milano 45 II”, alla presenza di oltre 3mila tra parenti e amici, giunti da ogni parte d’Italia, hanno indossato il grado di maresciallo, dopo due anni di intenso addestramento militare e professionale. All’evento ha presenziato il generale Sebastiano Galdino, ispettore per gli Istituti di istruzione della Guardia di finanza, nonché numerose autorità locali religiose, civili e militari. La cerimonia militare è stata caratterizzata da diversi, significativi momenti che l’hanno arricchita di contenuti: la reciproca apposizione del grado tra gli allievi quale segno di appartenenza a un unico corso, la consegna della “stecca” da parte del corso anziano ai colleghi del primo anno di corso e soprattutto il gemellaggio con i frequentatori del 60° Corso “Milano 45” del biennio 1985/1987, che con la simbolica consegna della sciabola all’allievo anagraficamente più giovane, hanno passato il testimone. Per l’occasione, il gruppo decorati dell’Ordine militare d’Italia ha voluto consegnare una targa all’allievo primo classificato, al termine del primo anno di corso, in attitudine militare. I neo marescialli saranno ora chiamati alla frequenza del terzo anno di studi, un corso di qualificazione operativa che li arricchirà di sempre maggiori competenze professionali e che si concluderà con il conseguimento del titolo accademico in forza della convenzione stipulata con l’Università degli studi dell’Aquila. In tal senso, il generale Cristiano Zaccagnini, comandante della scuola, li ha esortati «a proseguire gli studi con la dedizione e il senso del dovere espressi nell’iniziale biennio, traendo il massimo profitto dal periodo di formazione nell’istituto». Infine, il generale Galdino nel proprio intervento ha richiamato i giovani ispettori «sull’importanza del grado conseguito» e «sulle gravose responsabilità che da esso discendono».