Già diffusi i dati di mille pazienti «Uno degli attacchi più rilevanti»

Parla l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, parte il rafforzamento delle reti in tutto l’Abruzzo L’azienda aquilana: «Cup torna a pieno regime, nei prossimi giorni anche radioterapie e laboratori»
L’AQUILA. C’è un numero a dire quanti sono – per ora – i pazienti vittime della diffusione dei loro dati sensibili su internet da parte degli hacker che hanno attaccato la Asl aquilana. È 983. È lo stesso gruppo di cybercriminali “Ransomware Monti” a elencarli tutti – con nome e cognome – in un file accompagnato dall’appello per gli utenti per forzarli ad avviare azioni legali contro l’azienda sanitaria. Ma gli stessi hacker dicono anche che i pazienti di cui hanno trafugato i dati sanitari – tra cui cartelle cliniche e referti medici – sono molti di più. Si aggiungono a 1.531 dipendenti Asl dell’area marsicana di cui sono stati già pubblicati numeri di telefono, indirizzo di residenza, mail e codice fiscale. Anche in questo caso, i lavoratori interessati dal furto di documenti sarebbero molti di più. Del resto gli hacker hanno pubblicato solo poche decine dei 522 Gigabyte di documenti che avrebbero clonato dall’archivio aziendale.
Questo, mentre ora i cybercriminali minacciano anche le altre Asl abruzzesi e la Regione. Su mandato della stessa Regione sono quindi partiti interventi di controllo e potenziamento dei sistemi informatici di sicurezza nelle altre aziende sanitarie e negli uffici dell’ente.
L’AGENZIA NAZIONALE
«L’attacco subìto dall’Asl 1 Abruzzo è uno degli atti di pirateria informatica più rilevanti accaduti negli ultimi mesi»: parola dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che sta supportando l’azienda sanitaria con un team di esperti. «Aggiunge il direttore generale dell’Agenzia Bruno Frattasi: «È importante che le amministrazioni pubbliche rafforzino il prima possibile le misure di protezione dei propri sistemi informatici, adeguandoli agli standard più avanzati. Un processo, volto a rafforzare la resilienza del Paese, che avverrà con il supporto e l'ausilio dell'Agenzia».
DISSERVIZI E CONTROMISURE
Nel frattempo l’azienda torna a parlarne pubblicamente. «La Asl ribadisce di aver messo in campo tutte le azioni e le misure possibili per garantire la continuità dei servizi e ci scusiamo per i disagi subiti dai pazienti», scrive la direzione generale dell’azienda guidata dal manager Ferdinando Romano. Poi nel dettaglio: «Il servizio Cup per le prenotazioni, già riattivato nei giorni precedenti per le prestazioni urgenti, brevi e differibili, da oggi ritorna alla piena funzionalità con il ripristino del sistema informatico. I ricoveri ospedalieri programmati e d’urgenza non hanno subìto alcuna riduzione. Le attività delle sale operatorie sono continuate secondo la normale programmazione e soprattutto in piena sicurezza, in quanto sono state immediatamente applicate le linee guida del Centro nazionale sangue per fronteggiare gli attacchi hacker al sistema trasfusionale. Le unità operative oncologiche hanno garantito la continuità delle terapie farmacologiche e delle prestazioni diagnostiche».
Altri servizi riprenderanno nelle prossime ore: «L’immediata acquisizione da parte dell’azienda di un nuovo specifico sistema informatico consentirà la ripresa delle prestazioni radioterapiche dalla giornata di domenica, con il contestuale recupero sia dei pazienti in lista sia dei nuovi pazienti da sottoporre a terapia. I laboratori di analisi, sia pure con i comprensibili rallentamenti dovuti al passaggio al sistema manuale, hanno tuttavia assicurato gli esami ematochimici e microbiologici sia con carattere d’urgenza sia programmati, dando ovviamente priorità alle degenze ospedaliere e ai pazienti fragili e con patologie complesse. Anche nella laboratoristica, nei prossimi giorni è previsto il ritorno a pieno regime di attività con la riattivazione di una rete informatica dedicata».
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