Gli agricoltori d'Abruzzo a Roma: no all'accordo Canada-Ue

6 Luglio 2017

Sotto accusa la liberalizzazione dell'import di grano e carne. Ecco le voci della protesta a Montecitorio

L'AQUILA. Tutti a Roma davanti al Parlamento per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) che, con un' indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi, danneggia il made in Italy alimentare, dal grano, alla carne, legittimando le imitazioni di tanti prodotti di eccellenza. Migliaia di allevatori, agricoltori, sindacalisti, ambientalisti, chiamati questa mattina a raccolta da tutta Italia dalla Coldiretti, hanno fatto sentire la loro voce di protesta in piazza Montecitorio. E anche l'Abruzzo, con la Coldiretti, si è fatto sentire con 250 persone. 

Una manifestazione che ha visto dalla sua un'alleanza trasversale con organizzazioni come Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch), per chiedere di approfondire il trattato prima di ratificarlo. A manifestare non c'era però il mondo dei Consorzi di tutela Dop e Igp che sottolinea come il trattato Ceta preveda invece la piena protezione di circa 150 Indicazioni Geografiche europee, di cui 39 italiane. Mentre il ministro Martina parla di 'opportunità'. «Siamo qui per salvaguardare ciò che abbiamo conquistato in tanti anni», ha detto dal palco di piazza Montecitorio Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel chiedere a tutti i parlamentari di capire bene quello che il trattato comporta prima di decidere. Simbolo della protesta il maxipacco in piazza, con le imitazioni di tante specialità, dai formaggi ai salumi realizzate in Canada legittimato a produrre e vendere.

Secondo il dossier della Coldiretti 250 denominazioni di origine non godranno di alcuna tutela, perché il trattato dà il via libera all'uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori, mentre per altri consente l'uso degli stessi termini accompagnato con 'generè, 'tipò, 'stilè e da un'indicazione visibile e leggibile dell'origine del prodotto. Un punto questo che non trova d'accordo il mondo dei Consorzi di tutela. Secondo 'Prosciutto di Parmà, 'Aceto balsamico di Modena Igp' e 'Gorgonzola Dop', il trattato salvaguarda le produzioni, dando possibilità di crescere perchè permette di far capire al consumatore le differenze tra un prodotto originale e uno imitato. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina vede nel Ceta «un punto di partenza e di opportunità; giusto alzare l'attenzione e affrontare tutti i nodi ma abbiamo bisogno di buoni accordi che ci aiutino a difendere meglio le nostre produzioni di qualità». Dello stesso parere anche Agrinsieme, secondo il quale il Ceta «spalanca opportunità commerciali concrete alle aziende anche alla luce dei calo dei consumi interni».