Gli agricoltori del Fucino: «Subito stato di calamità»

Confagricoltura spinge per lo stop al divieto di irrigazione: «I danni sono enormi» Pepe (Pd): «Situazione drammatica». E aumentano i prezzi dei prodotti orticoli
AVEZZANO. Subito stato di calamità e stop al divieto di irrigare nel Fucino. A chiederlo sono Confagricoltura e il consigliere regionale, Dino Pepe, alla luce della difficile situazione che stanno attraversando le imprese agricole del territorio a causa delle abbondanti piogge delle ultime settimane. Intanto nei mercati i prezzi dei prodotti iniziano a lievitare.
STATO DI CALAMITÀ
Il presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene, ha inviato una lettera al prefetto dell’Aquila Cinzia Teresa Torraco, al presidente della Regione, Marco Marsilio, al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e al vicepresidente e assessore agricoltura, Emanuele Imprudente, rappresentando la grave situazione dell’agricoltura abruzzese. «Insistenti piogge cadute nel corso del mese di aprile e, successivamente quelle torrenziali cadute a maggio hanno causato un’alluvione nella piana del Fucino provocando notevoli danni alle colture», ha spiegato Lobene, «si segnalano danni enormi anche alle aziende agricole e zootecniche degli altri comprensori agrari dove sono andati perduti i primi due sfalci di foraggi e ritardi causati dal freddo e dalle piogge per il trasferimento sui pascoli degli ovini, bovini ed equini. Notevoli, poi sono i danni alle coltivazioni di cereali e leguminose da granella. In sofferenza economica anche le aziende della costa». Lobene ha chiesto sopralluoghi per «l’accertamento e la quantificazione dei danni, un chiarimento sulla natura della calamità segnalata e l’autorizzazione da parte del prefetto ai sindaci a sospendere gli effetti delle ordinanze di blocco dell’irrigazione fino al 30 giugno».
DANNI ingenti
Ammontano già al 100% i danni provocati dal maltempo alle aziende agricole del territorio. A evidenziarlo è stato il consigliere del Pd, Dino Pepe, che ha chiesto alla maggioranza di attivarsi subito avviando le procedure necessarie per attivare lo stato di calamità naturale. «La situazione nel Fucino è davvero drammatica», ha affermato Pepe, «i campi sono allagati con il pericolo di asfissia degli ortaggi coltivati data l’impossibilità di effettuare qualsiasi trattamento dei parassiti proprio in considerazione del fatto che le coltivazioni sono inondate e i terreni inaccessibili. Altro ragionamento va fatto per quei prodotti che dovevano essere piantati in questi giorni. Gli imprenditori hanno già acquistato la semina che rischia ora di marcire in magazzino. A ciò si aggiunge un’altra emergenza che riguarda i vigneti». Pepe, che ha avuto modo di interloquire con molti agricoltori, ha ricordato che «le perdite in termini economici sono ingenti e per alcuni casi è compromessa l’intera stagione. In questa grave situazione la Regione deve da subito attivarsi a sostegno del mondo agricolo abruzzese. In contemporanea alla verifica di eventuale stato di calamità bisogna mettere in campo degli aiuti economici diretti e immediati. Le piogge hanno compromesso ogni comparto, bisogna agire immediatamente con una puntuale valutazione dei danni, una stima di carattere economica per dare subito risposte concrete agli imprenditori agricoli colpiti».
PREZZI Alle stelle
La carenza di prodotti dovuti all’impossibilità di seminare farà inevitabilmente schizzare i prezzi dei prodotti orticoli alle stelle. La produzione delle patate, di cui il Fucino si fregia, sarà ridotta notevolmente proprio perché la maggior parte degli agricoltori non riesce ad accedere ai campi. E così per spinaci, insalate e altri ortaggi coltivati nell’orto d’Italia. «Non si possono fare ora delle previsioni», ha spiegato il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, «coloro che sono attrezzati salveranno qualcosa, chi invece non lo è avrà grossi danni. I prezzi aumenteranno non perché mancheranno solo i prodotti del Fucino, ma perché un’enorme produzione che viene dall’Emilia Romagna, dove i danni sono molto estesi, è andata completamente distrutta. Lo scorso anno le nostre patate, i prodotti italiani, sono andate benissimo con prezzi molto alti perché i paesi dai quali l’Italia importa le patate come Francia e Germania, avevano avuto il nostro stesso problema a causa degli alluvioni». Secondo Fabrizi «se la situazione meteo si rimetterà nelle prossime settimane le insalate saranno piantate. Le nostre produzioni, quindi, andranno sul mercato di Roma, essendo però un numero esiguo di prodotti i prezzi saranno alti. A guadagnarci, ahimé, non saranno gli agricoltori».
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