Gli alpini accompagnano l’amico morto a 53 anni

PAGANICA. È stato scortato dai suoi alpini fino all’ultima dimora. Ci sono stati attimi di grande commozione ieri pomeriggio a Paganica ai funerali di Fabio Rotellini, 53 anni, deceduto a causa di...
PAGANICA. È stato scortato dai suoi alpini fino all’ultima dimora. Ci sono stati attimi di grande commozione ieri pomeriggio a Paganica ai funerali di Fabio Rotellini, 53 anni, deceduto a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Rotellini, operaio e allevatore, era fortemente legato al Gruppo alpini di Paganica. Il presidente del Gruppo, Raffaele Vivio, lo ha ricordato in chiesa con parole cariche di dolore ed emozione ed è stata recitata la preghiera dell’Alpino. Parole commosse e di grande affetto anche dal parroco don Dionisio e da chi gli era vicino e gli ha voluto un gran bene. Tantissime le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Fabio, un uomo che si è sempre fatto apprezzare da tutti. Anche i messaggi sui social che sono continuati per tutta la giornata di ieri dimostrano quanta stima godesse fra i suoi compaesani e fra chi lo ha conosciuto. Al termine della cerimonia funebre le penne nere (ne erano presenti decine) hanno scortato il feretro fino al cimitero che si trova nei pressi della chiesa degli Angeli Custodi.
Tra i tanti ricordi apparsi su Facebook c’è stato quello di Goffredo Palmerini, paganichese, scrittore e, in questo caso, soprattutto alpino. «Caro Fabio», ha scritto Palmerini, «hai vissuto questi ultimi mesi diviso tra la speranza e l’attesa di un giorno, che oggi è arrivato. Hai vissuto la sofferenza nel letto di degenza con quella stessa serenità che solo i Grandi sanno avere di fronte al passaggio cruciale della nostra vita terrena. Certo, a rifletterci, viene da pensare sul perché ad un’età ancora a metà strada una vita è recisa dalla malattia: questo ci addolora, ancor più per quel che tu hai significato per Paganica, per gli amici, per gli alpini, per i tuoi affetti più cari. Sei un simbolo e un esempio da emulare per la giovialità, la fraternità, l’amore e la passione verso le persone e le cose amate, per l’altruismo e la generosità, per la solidarietà vissuta e per la tua serenità di fronte a ogni prova, soprattutto quest’ultima. A tutti coloro che ti hanno voluto bene, tantissimi, a coloro che hanno avuto il coraggio e la confidenza di accompagnarti in questi mesi con gesti, parole e pensieri di affetto e fiducia nel futuro, di sostegno e condivisione, la tua risposta è stata sempre esemplare, serena, consapevole, forte. La tua alpinità fraterna e gioiosa, la tua testimonianza nella nostra comunità, lasciano un'impronta profonda. Il tuo ricordo ci aiuterà ad essere migliori. La storia di una comunità, come quella della nostra Paganica, la si arricchisce portando ciascuno i suoi talenti: tu ne hai profusi tanti, li hai messi a frutto, non li hai sotterrati».
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