Gli alpini sono tornati dal Kosovo la città si prepara alla grande festa

Con il raduno che ricorda il battaglione L’Aquila si riabbracceranno i militari del nono reggimento Presenti anche quelli feriti a maggio in missione. E la città vuole ospitare l’evento nazionale nel 2026
L’AQUILA. Giornate alpine dense di significati, legati anche all’attualità, quelle previste in città dal 31 agosto al 2 settembre, subito dopo la Perdonanza. Si tratta del raduno “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila” organizzato dai gruppi della prima e seconda zona della sezione Abruzzi delle penne nere, che quest’anno saluteranno anche i militari tornati dal Kosovo.
Il raduno di quest’anno poggia su tre pilastri: il ricordo dell’ottantesimo anniversario della Campagna di Russia con la tragica ritirata delle truppe alpine, il saluto al nono reggimento alpino di stanza all’Aquila rientrato da poche settimane dal Paese balcanico, appunto, e la grande attenzione, sin da quest’anno, agli aspetti organizzativi perché la sezione Abruzzi dell’Ana presenterà la candidatura dell’Aquila a ospitare il raduno nazionale del 2026 (quello del 2015 ebbe un grandissimo successo). Il raduno dal 31 agosto al 2 settembre è stato presentato ieri dal sindaco Pierluigi Biondi, dal presidente della sezione Ana Abruzzi Pietro D’Alfonso, dallo storico militare Francesco Fagnani, dal presidente del comitato organizzatore Raffaele Vivio e dal colonnello Pietro Piccirilli del nono reggimento.
FERITI IN KOSOVO
«La nostra città», ha detto Vivio, «nel presentare il raduno riaccoglie a braccia aperte il nono reggimento alpini, di rientro dal teatro operativo del Kosovo, una nazione martoriata dalla guerra dove i nostri militari hanno fornito il loro apporto e supporto alla popolazione locale distinguendosi, come sempre, per spirito di sacrificio, disciplina e senso del dovere. Gli alpini rimasti feriti negli scontri di piazza in Kosovo nel mese di maggio testimoniano il valore degli uomini e delle donne che servono con onore nei ranghi del glorioso Nono». Alcuni dei feriti, che ora stanno meglio, saranno presenti al raduno. Il sindaco Biondi ha ricordato la sua recente visita in Kosovo, dove «ho visto come i nostri alpini non hanno solo grandi capacità militari ma sanno anche rapportarsi bene con la popolazione locale. Ho partecipato a una conviviale con i sindaci di quei territori nel nome del messaggio di pace di cui L’Aquila, grazie a Celestino V, è portatrice in tutto il mondo».
RADUNO NAZIONALE 2026
Il presidente dell’Ana Abruzzi D’Alfonso ha ribadito la volontà di organizzare all’Aquila il raduno nazionale del 2026. In questo anno «si dovrà lavorare molto», per arrivare ben preparati alla scelta sulla sede, che verrà fatta dall’Ana nazionale nel 2024.
LA CAMPAGNA DI RUSSIA
L’ottantesimo anniversario della campagna di Russia, ha sottolineato Fagnani, «da un lato ci ricorda i tragici eventi della seconda guerra mondiale e dall’altro ci porta all’attualità. Nel convegno che faremo il primo settembre ricostruiremo nel dettaglio dove i nostri alpini combatterono e alcuni di quei territori fanno oggi parte dell’Ucraina». Sarà ricordato anche Alfredo Di Pasquale deceduto due mesi fa, ultimo testimone della campagna di Russia che diceva, quando raccontava quei momenti, che lui «era amico della morte».
ANCHE DIVERTIMENTO
Vivio, dopo aver ringraziato per il sostegno il consiglio regionale, la Provincia, il Comune, la Fondazione Carispaq, l’Ance, il Comando militare Abruzzo e Molise, il nono reggimento alpini, la sezione Ana Abruzzi, il Coro della Portella, la Corale Gran Sasso, tutti gli alpini e gli sponsor privati, ha detto che «ci sarà una ricca parte ludico-ricreativa in zona San Bernardino, dove tra il piazzale e la scalinata, si svolgeranno spettacoli musicali per tutti i gusti e ci sarà uno street food».
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