Gli ambientalisti a Fratelli d’Italia «Sul gasdotto affermazioni false»

SULMONA. Continua la battaglia attorno al metanodotto. Gli ambientalisti replicano duramente ai coordinatori territoriali di Fratelli d’Italia andati in soccorso del presidente della Regione Abruzzo,...
SULMONA. Continua la battaglia attorno al metanodotto. Gli ambientalisti replicano duramente ai coordinatori territoriali di Fratelli d’Italia andati in soccorso del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo il «sì» alla realizzazione del gasdotto Sulmona-Foligno. «Il partito Fratelli d’Italia fa un’affermazione falsa e priva di ogni fondamento giuridico quando dice che il presidente Marsilio e la Regione Abruzzo non hanno alcun potere decisionale», afferma il portavoce dei Comitati cittadini per l’ambiente, Mario Pizzola, «chi conosce il nostro ordinamento giuridico sa bene che, secondo quanto detta l’articolo 117 della Costituzione, l’energia è materia legislativa concorrente e ciò significa che il governo nazionale deve acquisire l’intesa con la Regione. E la Regione Abruzzo, con la presidenza D’Alfonso, ha negato l’intesa con lo Stato attraverso ben sette delibere di giunta», ricorda Pizzola, «questo fatto ha impedito di chiudere il procedimento sette anni fa. Altrimenti l’opera sarebbe già stata autorizzata».
Fratelli d’Italia ha poi sostenuto che «l’unico soggetto titolato a impedire l’esecuzione dell’opera è il governo, ritenendola strategica…».
«Nell’ultimo piano decennale Snam, 2022-2031, c’è scritto che la Linea Adriatica (di cui fa parte il metanodotto Sulmona -Foligno, ndc), entrerà in esercizio nel 2034. Quale strategicità può avere un’opera, che, realisticamente parlando e se tutto va bene, sarà in funzione tra 14 anni? E cioè quando l’Italia, insieme agli altri Paesi europei, dovrà aver ridotto drasticamente l’impiego dei combustibili fossili, tra cui il gas, per rispettare l’impegno della riduzione del 55% delle emissioni di CO2?» è il ragionamento di Pizzola.
Il governo ha consentito anche di superare le previsioni urbanistiche previste per quella zona: hanno sottolineato ancora i dirigenti del partito di Marsilio.
«Quale zona? Qui la confusione che trapela dal comunicato raggiunge il suo picco», conclude Pizzola, «si sta parlando del metanodotto Sulmona-Foligno, che non è una zona, ma un tracciato di circa 168 chilometri, e non della centrale di compressione. Con il decreto autorizzativo del 7 marzo 2018 sono state superate le previsioni urbanistiche per la centrale e non per il metanodotto, che non è stato ancora autorizzato», conclude il portavoce degli ambientalisti. (c.l.)
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