Gli ambientalisti: «Eliminare la vasca killer»

Mamma orsa e cuccioli morti, il naturalista Ardito denuncia i pericoli e l’Enpa sollecita il Parco
VILLAVALLELONGA. La vasca dove sono annegati mamma orso e i suoi due cuccioli rappresenta ancora un pericolo per gli animali. A lanciare l’allarme, l’ennesimo, è il naturalista Stefano Ardito. La denuncia arriva all’indomani di un sopralluogo effettuato dall’escursionista Luciano Grassi in località “Le Pratelle” di Villavallelonga, area in cui si trova la struttura realizzata abusivamente negli anni Sessanta per abbeverare il bestiame. «Il Parco ha annunciato di aver messo in sicurezza la vasca, in territorio di Villavallelonga, dove il 16 novembre sono morte un’orsa adulta e i suoi due cuccioli», afferma Ardito, «ma un esperto escursionista di Lanuvio ieri ha raggiunto la vasca e ha diffuso delle immagini inquietanti. L’acqua è stata tolta, la recinzione elettrificata c’è, ma è alta 80-90 centimetri. L’impressione, non solo di Grassi, è che nei prossimi giorni, con un po’ di neve sul terreno, altri animali possano fare una brutta fine». Il naturalista si è rivolto al presidente del Parco, Antonio Carrara, al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, al presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, al sindaco di Villavallelonga, Leonardo Lippa, e ai proprietari del terreno chiedendo di eliminare la vasca. «Basterebbe riempirla di sassi, oppure abbatterne un lato. L’Esercito impiegherebbe mezza giornata per fare il lavoro con qualche carica esplosiva», afferma Ardito.
Sulla vicenda era tornata anche l’associazione Salviamo l’orso che aveva puntato il dito contro i proprietari del terreno. «Sono passati più di 10 giorni dall’ordinanza del Comune ma gli eredi Sipari, che il giorno successivo all’accaduto si erano dichiarati addolorati e sconvolti dalla tragica morte dei tre orsi», spiegano dall’associazione, «e nonostante la nostra offerta di collaborazione, non hanno ancora preso alcuna iniziativa tesa alla messa in sicurezza del luogo».
Annamaria Procacci, consigliera nazionale di Enpa (Ente protezione animali), nonché responsabile dell’Ufficio fauna selvatica dell’associazione, ha annunciato che «è stata inviata una lettera ai carabinieri forestali e al Parco chiedendo che siano condotte le opportune verifiche su tale intervento e che siano realizzate tempestivamente tutte le opere necessarie alla messa in sicurezza della vasca».
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