Gli ambientalisti: «No alla cava»

3 Luglio 2022

Ofena: contestato il progetto nella valle del Tirino, estrazioni previste per 10 anni 

OFENA. Sei associazioni ambientaliste dicono «no a una nuova cava da 2 milioni di metri cubi a Ofena, nella valle del Tirino». Cava che a detta delle associazioni causerebbe «danni a uno dei luoghi turistici per eccellenza dell’Abruzzo».
Per i rappresentanti delle sei associazioni – Stazione Ornitologica Abruzzese, Salviamo l’orso, Lipu (Lega italiana protezione uccelli), Forum Ambientalista Odv, Archeoclub Pescara e Altura (Associazione per la tutela dei rapaci e dei loro ambienti) – è stato presentato alla Regione un nuovo progetto di cava a Collelungo di Ofena «in un’area dove vi è una cava chiusa da tempo ma mai risanata».
Attualmente la proposta è in fase di Valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale, come ribadito dagli ambientalisti abruzzesi.
Che aggiungono: «Il gestore della cava, se autorizzato, dovrebbe estrarre inerti per 10 anni con 14.000 camion all’anno che faranno su è giù per la valle del Tirino, che dovrebbe essere anche uno dei luoghi turistici per eccellenza della regione, zona ricca di biodiversità e con vigneti di pregio, dove aprono aziende agricole che puntano sul turismo equestre e sul paesaggio visto che è posta vicino al Parco Gran Sasso-Laga. Sono tante le contraddizioni evidenziate nelle osservazioni inviate al Comitato Valutazione di impatto ambientale della Regione per contrastare il progetto».
Tante le contraddizioni che le associazioni hanno evidenziato nelle osservazioni inviate al Comitato Via della Regione Abruzzo. «La Regione Abruzzo non ha un piano cave, previsto da una legge del 1983», concludono le associazioni, «da 39 anni l’ente non riesce – o non vuole – regolamentare un settore, continuando a nostro avviso in maniera irregolare a valutare cava per cava».