Gli ambulanti: il mercato non dev’essere trasferito

Bocciata la proposta di spostarlo una volta a settimana al ponte Capograssi «Puntiamo a una maggiore qualità dell’offerta per combattere la crisi»
SULMONA. Incassi e lavoro in forte calo, associazioni di categoria e ambulanti sono concordi nel difendere il mercato che da ben 782 anni si svolge in piazza Garibaldi, rispetto alla proposta non meglio identificata nella paternità di un trasloco definitivo, almeno per una volta a settimana nell’area del ponte Capograssi (sede del mercato durante la Giostra cavalleresca). Marco Bighencomer, Sabino Presutti, Franco Liberatore, Paolo Macioci, Domenico Spafora e Fabrizio Scudieri della consulta permanente degli ambulanti smentiscono categoricamente tale ipotesi. «Non c’è bisogno di scomodare luminari per affermare che è generalmente riconosciuto che il mercato di piazza Garibaldi è parte integrante dell’economia locale», incalzano gli ambulanti, assieme a Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino della Confesercenti, «non solo. Molti amministratori e operatori economici si stanno rendendo conto che il mercato porta grandi benefìci anche a livello culturale e sociale». La Confesercenti e gli ambulanti sono convinti che una leva chiave per creare una “città sana”, stia nello sviluppo dei mercati. «Non è rinviabile la necessità di far partire da subito il progetto di ristrutturazione», incalzano ambulanti e esponenti delle associazioni di categoria in difesa dello storico mercato. La clientela che frequenta principalmente i mercati di Sulmona, è per metà abituale e metà occasionale. In prevalenza si tratta di consumatori o famiglie residenti in città o nei comuni limitrofi. «Per aumentare i frequentatori e la qualità occorre sicuramente pensare di migliorare l’attività del mercato», aggiunge Bighencomer del Coordinamento degli ambulanti, «con una maggior qualità della merce e dei prodotti, rispetto delle regole e incremento dei controlli su permessi, licenze, revisione mezzi; chiusura domenicale di supermercati e centri commerciali; aumento dei parcheggi e un’area riservata a chi vende merce usata, ma soprattutto maggior pulizia e ordine tra i banchi così da renderli più fruibili». Oggi, gli ambulanti chiedono di essere protagonisti diretti nella gestione e nella rappresentanza. «Sono proprio gli ambulanti che chiedono una riqualificazione qualitativa e organizzativa», aggiunge Leonarduzzi della Confesercenti, «e non temono, ma al contrario sollecitano, maggiori controlli relativi al rispetto delle regole».
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