Gli amici attendono il ritorno di Ratini

L’operatore culturale trovato morto alle Canarie sarà sepolto con ogni probabilità nel cimitero di Lucoli accanto ai genitori
L’AQUILA. «Se n’è andato un caro amico dell’Aquila, con cui ho passato dei momenti a casa mia belli, ma pure delicati. Mi dispiace così tanto mio caro Zio (cosi lo chiamavamo e ho una tristezza infinita». Le parole di Jose Vázquez Pérez, lettore di lingua spagnola allUniversità dell’Aquila nei primi Duemila, fanno breccia tra i tanti messaggi di saluto nei confronti di Stefano Ratini, il 47enne ritrovato morto, giovedì mattina, sul lungomare di Las Palmas di Gran Canaria, dove viveva periodicamente insieme ad altri italiani.
Ci vorranno alcuni giorni per il ritorno del feretro dell’operatore culturale e per la chiusura delle indagini. Angelo Maleddu, avvocato curatore dei suoi beni patrimoniali, ha ricevuto l’incarico dal giudice tutelare, su disposizione del presidente del tribunale, di formalizzare le pratiche necessarie. Una procedura che non prescinde dalla Farnesina né dal Consolato italiano che ha sede proprio a Las Palmas. Con ogni probabilità, l’operatore culturale sarà sepolto a Lucoli, nel cimitero che già accoglie suo padre e sua madre. Tanti gli amici che aspettano di potergli dare un ultimo saluto. «Eri un ragazzo meraviglioso», scrive un’amica sulla sua bacheca Facebook. «Che i tuoi sogni si possono realizzare nel mondo dei giusti insieme ai tuoi genitori che sono venuti a prenderti».
Ratini viveva da solo ed era pronto a ritornare all’Aquila con un volo low cost in decollo domani. Un volo progressivamente rinviato a causa delle restrizioni per il coronavirus. «Le parole», prosegue Vázquez Pérez, «non dimostrano tutto ciò che abbiamo vissuto. Fa’ un buon viaggio e continua a scrivere copioni della vita, vissuta intensamente. Sarai sempre con noi, nei racconti, nelle conversazioni e nei nostri pensieri. Ad sidera semper!».
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