Gli amici di Sofia: «Ciao, dolce angelo»

9 Maggio 2020

Oggi a Lucoli cerimonia all’aperto per l’addio all’alunna undicenne della scuola Mazzini stroncata dalla leucemia

L’AQUILA. Un’anima pura e gioiosa. Difficile accettare, e comprendere, l’improvvisa scomparsa della piccola Sofia Marrelli, strappata alla vita a soli 11 anni da una leucemia fulminante. Un dolore corale, palpabile, ha scosso il mondo scolastico, la comunità di Lucoli, l’intera città. Questa mattina, alle 11, ci sarà l’ultimo saluto, all’aperto, davanti alla chiesa di San Giovanni Battista, a Lucoli, dove Sofia viveva con la mamma Angela Indelicato, docente di lettere al Cotugno, il papà Cesare, la sorella Carla e il fratello Pietro. I suoi insegnanti e i suoi compagni della scuola media Mazzini hanno voluto farle una promessa.
LA LETTERA. «Cara Sofia, nelle lunghe ore trascorse ad aspettare tue notizie, col cuore sospeso e affollato di domande», inizia così la lettera firmata dalla sua prof di Lettere, Alessandra Bizzini, i suoi insegnanti e i suoi compagni, «ho ripreso tra le mani gli ultimi compiti fatti in classe, quelli che l’inaspettata distanza che la vita ci ha imposto non abbiamo potuto rileggere tutti insieme...E così ho ritrovato Cocco, il tuo amato orsacchiotto bianco di peluche, a cui avevi dato voce immaginando che fosse lui a raccontare la vostra storia. Una storia gioiosa, nata nella tua culla e continuata a scuola, quando la maestra aveva chiesto a tutti di portare un giocattolo dell’infanzia. Tra gli scherzi dei compagni e il tuo pronto aiuto nei suoi confronti, c’era tutta la riconoscenza dell’orsetto di sentirsi protetto da te. “Io mi ricorderò di Sofia, che mi ha aiutato e mi ha voluto bene. Ti voglio tanto bene! Il tuo amico Cocco”. Finisce così il tuo compito...Inizia con le stesse parole la nostra storia con te: ti vogliamo tanto bene. Un bene che durerà per sempre, perché la vita ci ha fatto il dono di percorrere un tratto di strada insieme, e non conta quanto sia stato lungo, ma quanta ricchezza ci è stata regalata da te percorrendolo. La luce del tuo sguardo, la dolcezza del tuo sorriso, la tua curiosità, il tuo desiderio di comunicare sono solo alcuni dei fotogrammi della memoria di cui nessuno potrà mai privarci. È vero, oggi piangiamo la tua assenza, dolorosa e inaccettabile, ma il nostro più grande desiderio è quello di celebrare la tua vita. Lo faremo tutti insieme, ogni giorno, vivendo la nostra quotidianità anche per te: è la promessa silenziosa che noi, i tuoi insegnanti, e i tuoi compagni di classe ci siamo scambiati, ricordandoti. Lo abbiamo dovuto fare davanti a uno schermo, è vero, ma la distanza è stata solo fisica perché ad unire i nostri cuori c’eri tu e la purezza della tua anima. Ciao, dolce angelo: che la nostra carezza possa sfiorare il tuo viso comunicandoti, ancora una volta, il nostro amore. E non dimenticare mai, come disse una grande poetessa a cui ruberò poche parole, che da oggi, nel nostro petto, batterà per sempre forte anche il tuo cuore».
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