Gli angeli delle macerie

Scavano tra le rovine, curano, assistono. E non si arrendono

Ottomilacinquecento sul campo, per disputare senza risparmi di energia la partita che nessuno avrebbe voluto giocare. E per vincerla. Ottomilacinquecento soccorritori, vigilanti, operatori sanitari, tecnici. Senza tregua, senza pausa, senza riposo. Frugano tra le macerie, accarezzano gli anziani, rincuorano chi attende un disperso, nutrono gli sfollati sotto le tende, curano, accorrono, soccorrono. Il solito miracolo sottovoce della gente italiana, tra organizzazione ed emotività, tra coordinamento e sensibilità. Duemila Vigili del fuoco, millecinquecento militari, duemila forze dell’ordine e tremila inasauribili volontari, ognuno impegnato a puntellare l’anima ferita e non domata dell’Abruzzo. Angeli senza ali, con la faccia sporca di polvere e la paura che non frena il coraggio, mai. Il kit dell’angelo delle macerie è senza strumenti fissi, ognuno muove le sue pedine: le valigette con i defibrillatori, la tuta dell’associazione di volontariato, il computer portatile del geologo. Una risposta impressionante per impegno e per quantità.

Alle 7 del mattino di lunedì - dato del ministero per i rapporti con il Parlamento - erano in azione in trecento, con circa 100 mezzi operativi dei vigili del Fuoco. Sono diventati quasi novemila e sono destinati a crescere, tra rotazioni e aggiunte. All’alba dello stesso giorno sono decollati 4 elicotteri dai reparti volo di Pescara, Bologna e Roma, con Vigili del Fuoco specializzati in tecniche speleo alpinistiche. Nelle ore successive, le forze in campo sono aumentate sino ad arrivare, intorno alle 18, a circa 1.200 unità operative, con circa 650 mezzi. E ancora, in azione le colonne mobili operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco della Toscana e dell’Emilia Romagna. Poi 50 funzionari tecnici specializzati in verifiche della stabilità delle strutture, 45 mezzi speciali movimento terra, 40 unità cinofile, 13 squadre per un totale di oltre 90 unità specializzate in tecniche speleo alpino fluviali, 6 squadre specialistiche per ricerca persone sotto le macerie.

Giorno dopo giorno, al lavoro senza fermarsi. Alle 18 di martedì erano 2.386, ieri sono più che triplicati.

Reattività e immediatezza anche da parte delle forze di polizia. Si sono mosse in 1724 unità, di cui 566 della Polizia di Stato, 460 dell’Arma dei Carabinieri, 318 della Guardia di Finanza, 380 unità del Corpo Forestale dello Stato. Tutti numeri in crescita costante, per rendersene conto basta percorrere le autostrade che scendono o salgono in Abruzzo. Per garantire l’ordine pubblico e per le esigenze di soccorso risultano impiegate anche 220 unità dei reparti mobili di Roma, Napoli, Bologna, Bari e della Scuola di Senigallia. Oltre 30 pattuglie per gli interventi di soccorso e la gestione della viabilità, mentre é stato disposto l’invio di ulteriori 26 pattuglie di rinforzo.

Un aiuto che non passerà inosservato è quello che porterà all’installazione di cento casette antisismiche in legno, alte sette piani; arriveranno da Trento. È mobilitata anche la Marina Militare. Il dipartimento Alto Tirreno ha messo a disposizione della Protezione Civile una componente aerea di due elicotteri con relativi equipaggi e tecnici provenienti dalle basi aeree della Marina. Dal Comando Subacquei e Incursori arriva una camera iperbarica mobile con staff medico e tecnico. Il reggimento San Marco ha inviato da Brindisi un’unità logistica di 40 fanti di Marina con una cucina da campo e una tenda refettorio che può ospitare 250 persone. La scelta per questo supporto é caduta su Campo di Pile, nei pressi del centro commerciale Il Globo.

Intanto il personale proveniente dal Cisam di Pisa, munito di una speciale termocamera, coadiuva l’attività della protezione civile per cercare persone sotto le macerie per individuare lesioni alle infrastrutture. Tecnologie e mani nude, l’informatica e il cuore che batte.