Gli architetti: così si rischia la paralisi

4 Agosto 2019

A quasi tre anni dal sisma del Centro Italia si è riunito il Consiglio nazionale per fare il punto: più risorse e leggi chiare

L’AQUILA. A quasi tre anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia, il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, Paesaggisti e conservatori e gli Ordini delle province dell’Aquila, Ancona, Fermo, Macerata, Ascoli Piceno, Perugia, Terni, Teramo, Rieti hanno lanciato un nuovo allarme sui «ritardi, le problematiche e le forti criticità che stanno compromettendo le attività di ricostruzione e di messa in sicurezza di edifici e territori».
INIZIATIVE RADICALI. «I presidenti delle Regioni interessate e i politici locali», hanno sottolineato gli architetti, riuniti a Camerino, «siano promotori, anche con iniziative radicali, di una significativa svolta nella ricostruzione. È grave la mancanza di una strategia che, al di là della mera ricostruzione fisica degli edifici, punti a un nuovo sistema socio economico, il solo che può costituire il vero motore della ripresa, un’alternativa di vita per le popolazioni ed attrarre chi non tornerà più se non si creano le condizioni di stimolo a ritornare».
SCONTRO POLITICO. «Purtroppo la ricostruzione sta diventando il terreno di scontro politico che impedisce una lucida visione del futuro dei territori del cratere, a livello paesaggistico, economico, socio-culturale e demografico, necessaria per esaltarne le peculiarità e impostare la confluenza di risorse nazionali ed europee».
EFFETTO BOOMERANG. «Visione», sostengono gli architetti, «che deve tener conto di come il sisma, in alcuni di questi territori, abbia rappresentato un effetto boomerang – ad esempio rispetto allo spopolamento – generando nuove difficoltà in situazione di già grave crisi».
TAVOLO TECNICO OSCURO. «Non si conosce ancora», hanno denunciato, «quale sia l’iter dell’annunciata istituzione del “Tavolo tecnico Sisma” con la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini e dei Collegi locali e quali siano le sorti dell’“Osservatorio con i rappresentanti dei Consigli nazionali”, strumenti, questi, di fondamentale importanza per fissare regole formali e garantire trasparenza. Questa mancanza di informazioni più volte richieste, svilisce il ruolo fondamentale di interlocutore naturale svolto dai progettisti che, invece, dovrebbero essere attori protagonisti del percorso della ricostruzione».
ORDINANZA CHIESE. A titolo di esempio il Consiglio nazionale e i nove Ordini del cratere hanno citato anche l’esclusione dei progettisti dalla pur non breve elaborazione dell’Ordinanza “Chiese”, «un vero e proprio pasticcio burocratico nel quale l’intervento dei professionisti viene addirittura considerato privato anziché pubblico, in funzione dell’importo dei lavori, con procedure del tutto improprie tanto per l’affidamento dell’incarico che dell’appalto quanto per la definizione della parcella».
IL PARADOSSO. Poi, gli architetti sottolineano un paradosso: «Sono previste agevolazioni per interventi mirati al risparmio energetico, mentre sono esclusi quelli di “miglioramento e adeguamento sismico”: ciò in assoluto contrasto con l’obiettivo di mettere in sicurezza gli edifici e con il principio prioritario di raggiungere una soglia di sicurezza più elevata».
INCOGNITA SCHEDE AEDES. Così come paradossale viene considerato anche il fatto che «i professionisti, pur avendolo ripetutamente richiesto, non siano a conoscenza del numero complessivo delle schede Aedes (Agibilità e danno nell’emergenza Sismica), né del quadro conoscitivo delle schede Fast, compromettendo così una visione complessiva per accelerare la ricostruzione». Gli architetti chiedono infine anche «l’immediato sblocco dell’acconto del 50% delle prestazioni di progettazione, così come previsto dal Decreto Genova».