Gli artificieri: perché gli sgomberi dovranno riguardare mezza città

18 Febbraio 2023

Un ordigno così grande scaglia schegge a 1.481 metri, l’onda d’urto fa danni a persone fino a 824 metri In campo i migliori esperti del 6° Genio Pionieri di Roma. Si continua a lavorare al piano sicurezza

AVEZZANO. È iniziato il conto alla rovescia per le operazioni che tra una settimana porteranno al disinnesco e al brillamento dell’ordigno bellico della Seconda guerra mondiale rinvenuto otto giorni fa in un cantiere del popoloso quartiere Cupello, all’angolo tra via Opi e via Cupello. Le operazioni si svolgeranno domenica 26 febbraio. Per via del potenziale distruttivo, 250 chili di esplosivo, mezza città dovrà essere evacuata (un raggio di 1.500 metri dal punto del ritrovamento). Secondo gli artificieri «l’esplosione di un ordigno di queste dimensioni può scagliare schegge fino a una distanza di 1.481 metri, mentre l’onda d’urto può causare danni a persone fino a 824 metri». Da qui tutte le precauzioni. Lo sgombero interessa, infatti, circa 20mila persone che, per motivi precauzionali, dovranno uscire di casa entro le 8.30, orario anticipato di un’ora rispetto a quanto comunicato in precedenza. Il Comune provvederà, la prossima settima, a emanare apposita ordinanza e l’uscita dalle case sarà obbligatoria (il rispetto verrà assicurato dalle forze dell’ordine). Solo dopo l’evacuazione della zona rossa gli artificieri potranno entrare in azione per la rimozione delle due spolette, al fine di rendere l’ordigno meno pericoloso per il trasporto verso la cava di Massa d’Albe. Secondo la tabella di marcia ipotizzata ieri mattina nel corso di un affollato vertice convocato ad Avezzano dal viceprefetto Maria Cristina Di Stefano, il disinnesco della bomba da mille libbre (circa 450 chili) dovrebbe avvenire tra le 8.30 e le 9.30. In campo scenderanno i migliori artificieri, ha assicurato il colonnello Maximilian Pescatore del 6° Genio Pionieri di Roma. Al tavolo del Centro operativo comunale allestito in via Fontana ha partecipato anche un ingegnere strutturista, Gianfranco Pacchiarotta, che ha fornito agli addetti ai lavori un parere tecnico sul potenziale distruttivo del residuato bellico. Si tratta di uno degli ordigni di fabbricazione americana tra i più grandi e potenti mai rinvenuti in Italia. Per questo l’attenzione è massima. Una volta rimossi gli inneschi, la bomba dovrà essere caricata con la massima accortezza su un mezzo e trasportata verso la cava di proprietà della Celi Calcestruzzi per l’esplosione controllata. Anche le operazioni di trasporto necessitano della massima attenzione. In primo luogo sarà necessario un mezzo speciale, visto il peso dell’ordigno, oltre 450 chili. Il trasporto poi dovrà avvenire con la massima attenzione per evitare eventuali sollecitazioni, per questo anche il tragitto dal Cupello alla cava Celi di Massa d’Albe dovrà essere interdetto, così come la zona compresa nel raggio di evacuazione. Saranno le forze dell’ordine, polizia locale, polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza a controllare i varchi di accesso affinché nessuno entri nell’area a rischio fino a operazioni concluse. La zona, naturalmente, sarà interdetta alla circolazione dei veicoli. Anche la circolazione dei treni sulla Roma-Pescara potrà subire ripercussioni. Oltre alla ferrovia, rientra nella zona rossa anche il terminal bus, per cui occorrerà stabilire percorsi alternativi da e verso Avezzano per i bus in circolazione la domenica. I cittadini evacuati, si stima, potranno rientrare a casa verso le 12.30. Al termine delle operazioni la popolazione verrà comunque avvisata dal suono della sirena del palazzo municipale. Per ospitare gli evacuati verranno allestiti più punti di accoglienza. Tutti i dettagli sono contenuti in un vademecum che arriverà nella buca delle lettere di tutti i cittadini interessati, accompagnato da una lettera del sindaco Gianni Di Pangrazio. Attenzione sarà rivolta ai più fragili: nella zona circoscritta abitano circa 210 cittadini non autosufficienti; 432 beneficiari di assistenza sanitaria domiciliare e 500 ultraottantenni soli. Mentre tra i punti sensibili figurano la clinica Di Lorenzo, l’istituto don Orione, la casa di riposo Sacro Cuore e il carcere San Nicola oltre alla stazione ferroviaria, al terminal bus, alla caserma dei carabinieri e a tre distributori di carburante. Nel giorno delle operazioni il Coc si sposterà da via Fontana alla scuola di via Puglie. Infine, la partita di serie D dell’Avezzano calcio in programma domenica 26 al Dei Marsi, contro il Notaresco, è stata anticipata a sabato 25, alle 14.30.
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