Gli atti non sono in arabo Udienza rinviata a novembre

6 Luglio 2016

AVEZZANO. Gli atti non sono stati scritti in lingua araba, quella conosciuta dagli accusati, e allora la notifica non è valida. Questa eccezione è stata accolta dal giudice che ha rinviato l’udienza...

AVEZZANO. Gli atti non sono stati scritti in lingua araba, quella conosciuta dagli accusati, e allora la notifica non è valida.

Questa eccezione è stata accolta dal giudice che ha rinviato l’udienza all’11 novembre prossimo. Ieri, infatti, si doveva discutere davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila un procedimento con 34 imputati nell’ambito di un’inchiesta sullo spaccio di droga nella Marsica denominata “Karkouba”. La maggioranza di queste persone sono di origine africana e parlano in lingua araba. L’accusa contesta il reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. In un caso viene contestato anche il reato di sfruttamento della prostituzione.

Il giro di droga riguarda la Marsica e le ordinanze erano a carico soprattutto di extracomunitari, in particolare marocchini.

La vasta operazione antidroga della polizia ricadente sul territorio della Marsica ebbe come epicentro il paese di Luco dei Marsi, nel quale insiste una numerosa etnia marocchina.

Tra gli avvocati della difesa Mauro Ceci e Leonardo Casciere.

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