Gli avvocati contro Rossomando

25 Luglio 2021

Legali e consiglieri comunali: solo propaganda il tour nei tribunali a rischio chiusura

AVEZZANO. «Vuota propaganda e nessun contatto con chi guida la battaglia». È polemica dopo la visita della vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, nei quattro tribunali abruzzesi a rischio soppressione. Il polverone dello scontro politico si alza proprio da Avezzano, città dalla quale mesi fa è ripartita la battaglia per la salvezza della giustizia di prossimità «vitale per il contrasto alla criminalità in questi territori montani e svantaggiati». Ad alzare la voce sono gli avvocati marsicani e consiglieri comunali di maggioranza Roberto Verdecchia, Gianluca Presutti, Fabrizio Ridolfi, Cristian Carpineta, Alfredo Chiantini e Nello Simonelli.
«Ogni attività di sostegno per la salvaguardia dei tribunali è sicuramente ben accetta, anzi, auspicabile», affermano i sei nella doppia veste di legali e amministratori, «ma senza sotterfugi, né improvvisate, come quella del tour della vicepresidente del Senato, che assomiglia più a un maldestro tentativo di accreditarsi “conto terzi”, del duo Fina-Piacente, piuttosto che ad un’iniziativa reale per sostenere la causa», affondano Verdecchia, Presutti, Ridofli, Carpineta, Chiantini e Simonelli. «Sindaci, presidenti delle Province e degli ordini degli avvocati, in trincea da anni per ottenere la proroga ora sostenuta anche dai senatori di tutti i partiti, sarebbero stati ben lieti di confrontarsi con la vicepresidente Rossomando per dare alla visita un valore aggiunto, utile per perorare la causa a Roma. Peccato, è stata un’occasione persa. Nessuno si illuda però», concludono, «se la proroga verrà affossata dai tecnici del governo sarà la certificazione plastica della sudditanza del Parlamento». Insomma, i consiglieri-avvocati non risparmiano attacchi al Partito democratico per quello che hanno definito «un tour propagandistico, dove l’onorevole si è intrattenuta qualche minuto enfatizzando l’emendamento unitario pro-proroga stoppato dal ministro Cartabia e il prossimo reclutamento di personale, presentato come un giro di ascolto degli amministratori locali che suona quasi come uno sgarbo per la città visto che non sono stati coinvolti». (f.d.m.)