Gli avvocati di Pescara all’attacco «Corte d’Appello, discorso aperto»

Di Bartolomeo (presidente dell’ordine forense adriatico) replica al collega Capri e all’ex pm Trifuoggi «La questione della sede non è ancora risolta, il consiglio comunale ha deliberato su un tema attuale»
L’AQUILA. I moti sono di 50 anni fa, e non tira aria di rifarne altri. Per ora. Ma c’è un’altra battaglia che non è affatto sopita. La questione della sede di Corte d’Appello in Abruzzo per gli avvocati aquilani è risolta, mentre i colleghi pescaresi non la pensano allo stesso modo. «La questione non si è risolta da sola, semplicemente non si è ancora risolta»: lo afferma il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, Giovanni Di Bartolomeo, intervenendo nel dibattito sulle “scorie” lasciate dei Moti aquilani del 1971. «Meritano una breve replica le parole, diffuse dalla stampa, del dottor Nicola Trifuoggi, già procuratore della Repubblica di Pescara ed ex vicesindaco tecnico del Comune dell’Aquila, e dell’avvocato Maurizio Capri, presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila», dichiara Di Bartolomeo. «È evidente la singolarità di una sede di Corte di Appello distante più di cento chilometri dagli uffici giudiziari, quelli di Pescara e Chieti, ai quali è riferibile la grande maggioranza degli affari giudiziari trattati nel Distretto. Questa la ragione per la quale forti sono state, negli anni, le istanze per una sede distaccata della Corte a Pescara. Il problema, però, e qui si deve dissentire dall’opinione dell’avvocato Capri, non si è affatto risolto da solo: semplicemente non si è ancora risolto. Ancor più si deve dissentire dall’opinione, proposta invece come un fatto storico dal dottor Trifuoggi, secondo cui a Pescara la questione non starebbe a cuore ad alcuno. È vero il contrario: se l’intero consiglio comunale di Pescara, convocato in seduta straordinaria, nel 2014 ebbe a deliberare all’unanimità per richiamare l’attenzione su una questione di certo non liquidabile come un fatto di bottega della “categoria forense” e invece ancora aperta e attualissima». Ieri, sul Centro, l’avvocato Antonello Carbonara, già presidente dell’ordine forense aquilano, ha ripercorso le tappe del tentativo di trasferimento rivelando anche il colloquio decisivo per scongiurare tale ipotesi avuto con l’allora ministro Angelino Alfano.
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