Gli hotel aquilani al top ma crollano le presenze

I dati di Travel Appeal: la città non attira persone perché mancano eventi Laglia (Consorzio albergatori): «Abbiamo il 50% di camere occupate»
L'AQUILA. Gli alberghi aquilani riscuotono successo tra la clientela. Piace la ristorazione, vengono apprezzate accoglienza e pulizia delle camere, come la posizione di molte strutture. Eccezion fatta per qualche hotel, che agguanta a malapena la sufficienza, la ricettività locale viene promossa a pieni voti. Ma a mancare sono i turisti: prenotazioni in calo e lunghi periodi di magra, anche in alta stagione. L'Aquila si identifica sempre meno come una città attrattiva, secondo le presenze rilevate nelle strutture alberghiere, dove il flusso della clientela si riduce al business convegnistico e a qualche sporadico evento. Dalla classifica stilata da Travel Appeal, che analizza i dati sulla reputazione delle strutture ricettive in base al punteggio medio assegnato dagli ospiti, emerge un discreto livello degli hotel, tranne per quelle strutture datate, che avrebbero bisogno di un ammodernamento, o per servizi non del tutto soddisfacenti. È il caso di alberghi che non servono neppure la colazione, ma forniscono un ticket per consumarla nel bar più vicino.
ACCOGLIENZA OK. «Il 70 per cento degli hotel presenti all'Aquila, secondo i valori rilevati dal software Travel Appeal, ha ottenuto un punteggio tra 9 e 10», afferma Roberto Laglia, presidente Consorzio albergatori dell'Aquila, «il 20% si è attestato in una discreta posizione, tra 7 e 8 punti, solo il 10 per cento tra 6 e 7, in ogni caso più della sufficienza». Ma a fronte di una buona accoglienza riservata alla clientela e di valori alti anche per altre voci, come la pulizia delle camere, la posizione delle strutture o i collegamenti, la risposta turistica è deludente.
PRENOTAZIONI A PICCO. «La ricettività aquilana è pronta a offrire un servizio eccellente e un prodotto turistico valido», incalza Laglia, «ciò che manca sono infrastrutture, punti di attrattività, eventi importanti. Insomma, viene meno l'appeal di una città che ambisce a definirsi turistica. Se la percezione del cliente è positiva, come si evince dai dati raccolti da Travel Appeal, incrociando l'analisi dei contenuti web con il punteggio assegnato da ogni ospite delle singole strutture alberghiere e con le recensioni, significa che la qualità delle strutture ricettive è elevata. Ma manca una corrispondenza tra questo dato e le prenotazioni».
CRISI STRUTTURALE. Lo scorso anno, nel pieno degli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, il calo delle presenze negli alberghi è stato letto come passeggero e legato allo stato di calamità. «Adesso la crisi è ancora più forte, se possibile», evidenzia Laglia, «la percentuale di camere occupate, a gennaio, non arriva al 50 per cento di quelle disponibili in ogni hotel». A sorpresa, i periodi meno appetibili sono gennaio e febbraio, ma anche buona parte di giugno, luglio, agosto, novembre e dicembre «segno evidente», dice Laglia, «che i flussi turistici sono rallentati e si lavora solo con convegni e manifestazioni. Mancano del tutto eventi importanti, siano essi culturali o sportivi, in grado di attrarre clientela per qualche giorno, come è del tutto assente un piano complessivo di marketing del territorio».
TRAVEL APPEAL. I dati fanno riferimento a dieci strutture alberghiere a tre stelle: hotel Amiternum, Azzurro, Canadian, 99 Cannelle, Castello, Federico II, La Compagnia del viaggiatore, La Valle dell'Aquila, Porta Rivera e San Michele. Sui servizi generali, a spiccare sono La Compagnia del viaggiatore e il Federico II, come anche sull'accoglienza e le camere. Seguono il Canadian, La Valle dell'Aquila, 99 Cannelle e Amiternum. Per posizione risultano favoriti Canadian e 99 Cannelle, mentre per la pulizia dei locali brillano La compagnia del viaggiatore, Federico II e Amiternum. Infine, la ristorazione con Compagnia del viaggiatore e Canadian in vetta alla classifica.
NON PIACE. I punti di caduta riguardano qualche struttura considerata troppo “vecchia”, che necessita di ristrutturazione, e la qualità di servizi di alcuni alberghi dove non si può fare colazione, ma si usufruisce di un ticket per il bar.
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