Gli ingegneri: serve maggiore prevenzione

Gli esperti invocano una normativa sismica che permetta di ricostruire con tecniche più adeguate
L’AQUILA. «Normativa sismica da approvare subito» È la richiesta del presidente dell’Ordine degli Ingegneri Elio Masciovecchio in occasione del primo dei tre seminari organizzati nella città abruzzese dallo stesso Ordine nell’ambito del convegno nazionale dell’Andis. Gli incontri finalizzati a riflettere sull’attività di ricostruzione delle strutture esistenti nelle aree colpite dai terremoti. «Occorre puntare di più sulla prevenzione», spiega ancora Masciovecchio, «occorre approvare la nuova normativa sismica entro breve e puntare di più sulla prevenzione». È netto il presidente nell’introdurre il primo seminario, “Nuove norme tecniche per le costruzioni”, facente parte del ciclo di incontri voluti dall’Ordine. «Pensavamo di arrivare al convegno con la normativa già pronta, purtroppo non è stato così, per questo invitiamo le istituzioni ad accelerare l’approvazione», spiega ancora Masciovecchio, che illustra il significato dei tre incontri. Ieri il già citato seminario sulle normative, oggi protagonista la Basilica di Collemaggio e una riflessione più generale sul sisma in Abruzzo, attraverso la presentazione di alcune case history sulle buone pratiche di costruzione post-terremoto come il recupero del complesso di San Domenico: sarà presente il Provveditorato alle Opere pubbliche e Dante Galeota, dell’Università aquilana insieme al proprio team. Domani, invece, sarà analizzato il sisma che nel 2012 colpì principalmente l’Emilia Romagna, oltre che il Veneto e la Lombardia. «Un’occasione utile anche a confrontare le due diverse esperienze, L’Aquila e l’Emilia, i cui interventi di ricostruzione, proprio per il variare delle stesse norme, hanno risposto a modalità di realizzazione diverse», dice ancora Masciovecchio, che prosegue. «Il dl 39, in alcuni passaggi, è troppo teorico e non offre ancora un ruolo e una responsabilità adeguati ai professionisti dell’ingegneria in fase progettuale. Attenzione inoltre alla prevenzione, pur prevista dalla normativa attuale, ma troppo poco applicata. Chiediamo non di stanziare cifre esorbitanti per sostenere l’emergenza, ma somme più contenute e costanti nel tempo per mettere in sicurezza l’esistente nelle aree più critiche». All’incontro di ieri hanno preso parte Franco Braga, presidente Andis, Giovanni Cardinale, componente del Consiglio nazionale degli Ingegneri e del Centro studi e Luigi Bosco, esponente della Commissione ministeriale per il monitoraggio delle norme tecniche per le costruzioni. Nell’ambito dei tre giorni è prevista la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo dell’ingegneria sismica.
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