Gli ingegneri: «Tanti intoppi e criticità»

6 Aprile 2016

Il presidente Masciovecchio: Genio civile intasato, prezzario inadeguato, troppa burocrazia

L’AQUILA. «L’opera di ricostruzione della città sembra essersi incamminata nei percorsi dovuti, restano tuttavia alcune criticità cui è necessario far fronte e che richiedono una soluzione definitiva ed immediata». Lo afferma in una nota il presidente dell’Ordine degli ingegneri, Elio Masciovecchio.

«I risultati finalmente iniziano a vedersi in maniera più evidente rispetto al passato, le operazioni si stanno collocando su binari tecnici e strategici consoni, potremmo dire di aver imboccato la strada giusta se riuscissimo ad eliminare le criticità esistenti, alcune delle quali rischiano di rivelarsi davvero pesanti e di vanificare gli sforzi fatti sino ad ora» spiega Masciovecchio, «il principale motivo di preoccupazione è relativo alla gravosa situazione che si sta creando negli uffici del genio civile con l’applicazione della legge regionale 28/2011 e che potrebbe portare all’impasse di ogni attività per l’eccessivo accumulo di pratiche. Essendo questi uffici chiamati a controllare la rispondenza dei progetti alle norme antisismiche», dice Masciovecchio, «per le zone a sismicità media e alta significa che non si potrà rilasciare alcuna concessione a costruire (o ricostruire), senza che il Genio civile abbia validato ogni singolo progetto. Ma se gli uffici sono totalmente oberati di lavoro, i disservizi non potranno che aumentare. Si pensi infatti che Pescara, Teramo e Chieti ad oggi osservano un arretrato di circa 700-800 pratiche ciascuno, con tempi di rilascio dell’avvenuto deposito che superano i 100 giorni. Le conseguenze sono facilmente immaginabili, per i cittadini, per le imprese, per gli stessi professionisti». La seconda criticità riguarda invece un certo rallentamento delle costruzioni nelle frazioni, dovuto allo squilibrio tra il costo dell'edilizia residenziale cui si riferiscono le schede parametriche che fanno riferimento al 2007 ed il prezzario attuale. «Oggi i contributi sono commisurati al costo dell’edilizia residenziale pubblica del 2007, mentre i prezzi hanno subito naturalmente aumenti rispetto ad allora per cui, a fronte dello sbilanciamento tra costi e contribuzioni, si costruisce meno» sottolinea Masciovecchio che indica nell’eccesso di burocrazia un altro vincolo che impedisce il definitivo rilancio del territorio «è il caso ad esempio delle integrazioni successive alla progettazione, causate nella grande maggioranza dei casi dall’aver dovuto consegnare più volte documentazioni di cui gli uffici erano già in possesso».Infine il capitolo trasparenza su cui gli ingegneri aquilani sono impegnati da tempo: «Siamo assolutamente favorevoli alla pubblicazione nei vari portali pubblici dei nomi dei professionisti impegnati nella ricostruzione proprio per individuare eventuali responsabilità nei mancati progressi, chiediamo però che il legittimo principio di trasparenza sia applicato ampiamente e che comprenda quindi, oltre a progettisti ed esecutori, anche i tecnici istruttori che danno il via libera alle realizzazioni».